E’ un evento che si è svolto di recente a Milano, all’Università Bocconi. Alla prima giornata, di cui forniamo resoconto, ha partecipato il Vice Presidente Risorsa. Non si parlava di mobbing, ma del suo contrario, cioè delle buone pratiche delle aziende rivolte al benessere dei dipendenti. Pensiamo che informare tutti i nostri assistiti dell’esistenza di queste aziende virtuose e di cosa fanno, possa essere un modo per ridurre il disagio lavorativo, oggetto della nostra mission. Siamo convinti che la diffusione dei principi della Responsabilità Sociale d’Impresa e delle “buone prassi” possa migliorare e rendere più giusto un mondo del lavoro orientato al “bene comune”, costruendo una contaminazione virtuosa tra il mondo profit a quello non profit
Fonte: redazione Risorsa – a cura di Ferdinando Ciccopiedi
Mentre è chiaro il termine “innovazione sociale” non a tutti può essere noto che l’acronimo inglese CSR si traduce con “Responsabilità sociale d’impresa” . Sarà proprio solo quando le aziende capiranno di avere una “responsabilità” non solo verso l’ambiente, ma anche verso i lavoratori si potranno creare “Futuri di valore” che era il titolo del Salone, composto da diversi “panel” di esperti. Ho partecipato solo ad alcuni di questi panel che riguardavano anche i rapporti tra mondo profit e non profit (quello cui appartiene Risorsa) e la prima cosa che mi ha colpito è che mentre agli enti non profit era chiesto, dai loro stakeholders (portatori d’interesse) di rendicontare le loro attività diverse da quelle economiche attraverso “Bilanci sociali”, viene ora richiesto di presentare un “Bilancio di sostenibilità”. Mi ha quindi confortato il fatto che il progetto “Aziende sostenibili”, che Risorsa in questi giorni ha lanciato, è in linea col pensiero di coloro che vogliono un mondo del lavoro più giusto, anche mettendo a disposizione dei dipendenti attività di “secondo welfare” da affiancare a quello universalistico, che soffre delle ben note limitazioni economiche. Coerentemente con la nostra linea editoriale, non citerò i nomi dei partecipanti, ma solo quelli delle aziende partecipanti ai panel.
Il primo panel si intitolava: Innovare i programmi di welfare: verso il corporate wellbeing. Erano presenti
A2A – trattamento rifiuti
Gruppo Nippon Denso – chimica
Enel – energia
GSI Italy – ente non profit
Welfare come te – gruppo cooperativo
Sogin – smaltimento rifiuti nucleari
Unicef- ente non profit
Pirelli – chimica
La rappresentante di Pirelli riassume l’evoluzione del welfare in Italia: nasce a fine ‘800, in mancanza di quello statale, secondo il motto olivettiano: “lavorare bene, stare bene”. Si creano così scuole aziendali, colonie, ferie pagate. Tra gli anni ’60 e ’90 nasce il welfare statale con la contrattazione sociale appoggiata da Confindustria verso i governi. Oggi il welfare segue 2 filoni: il primo è la personalizzazione/flessibilità con cui si viene incontro a bisogni individuali, il secondo consiste nel liberare risorse non più a sostegno del reddito ma del “wellbeing”: tra queste iniziative viene citato il volontariato d’impresa e di competenza. In mancanza di questi 2 tipi di welfare, le aziende perdono credibilità.
Gli altri partecipanti al panel raccontano le buone pratiche messe in atto da ciascuno di loro verso i dipendenti . Tra queste:
-counseling psicologico ( incontri con psicologi gratuiti e sportelli d’ascolto) – A2A (in accordo con 8 sindacati) , GS1 Italy, Welfare Come Te
-genitorialità (congedi anche per i figli di colleghi) – A2A
-corsi di educazione finanziaria per famiglie on line – A2A
-facilitazioni e osservatorio nazionale per i care giver di oggi e domani – Nippon Gases – Welfare Come Te
-corsi e sfide di well being personale alimentazione e sonno) – Nippon Gases, GS1 Italy, Sogin
-reinserimento lavorativo di mamme e papà – GS1 Italy
-asili nido e scuole materne – GS1 Italy
-concessione smart working di 5 giorni/settimana – GS1 Italy
-organizzazione allenamenti fisici, yoga, mindfulness – Nippon Gases, GS1 Italy, Sogin
-corsi per la digitalizzazione – Sogin
-accompagnamento e ascolto di persone anziane – GS1 Italy
-conversione premi di risultato in previdenza complementare (spese per testi scolastici) – Sogin
-pillole informative su gestione stress – Sogin
-divulgazione tematiche aziendali a dipendenti e studenti (es. nucleare) – Sogin
-inclusione figli di lavoratori non seguiti dai genitori e giovani che entrano nel mondo del lavoro- Unicef
Al secondo panel, dal titolo: “Imprese, terzo settore, PA erano presenti:
Vidas – assistenza malati terminali
Arca fondi – gestione del risparmio
A casa, lontani da casa – assistenza malati in trasferta
Fondazione Veronesi – ricerca sul cancro
KIKO – cosmetica
Il principale concetto emerso, riferito alla collaborazione tra profit e non profit, è quello secondo cui è necessario passare da una logica competitiva a una cooperativa, anche con l’aiuto del Terzo Settore che, paradossalmente è affetto da troppa competitività tra i soggetti. E’ importante, secondo i relatori, che i costi figurativi attribuibili all’impatto sociale delle associazioni di volontariato siano resi noti a tutti. Tra le buone prassi citate da ciascun partecipante troviamo:
-borse di studio per ricercatori – KIKO vs. Fondazione Veronesi
-coinvolgimento delle donne come stakeholders del Terzo Settore – KIKO
– volontariato aziendale con 5 giorni di ferie pagate ai dipendenti – Arca fondi vs. Vidas
-allestimento di “Christsmas shop” – Arca fondi vs. Vidas
-messa a disposizione degli omaggi ricevuti da aziende ai dipendenti, con lotteria – Arca fondi
-inviti a concerti – Arca Fondi
-numero verde per ascolto esigenze parenti malati in trasferta – A casa lontani da casa
Al terzo panel: “Salute, sicurezza, prevenzione, ricerca” sono intervenuti
Fondazione Veronesi – ricerca sul cancro
CSRnatives – rete professionisti e studenti per lo sviluppo sostenibile
Lidl Italia – GDO
A casa, lontani da casa – assistenza malati in trasferta
SAEF – Consulenza sicurezza lavoro
Tra le buone prassi citate:
- Visite oncologiche gratuite ai dipendenti – Lidl
- Video pillole sui tumori, con approccio olistico “one health” (una sola salute) – Lidl
- Donazione di prodotti, non solo di denaro, a ODV a sostegno della ricerca
- Orientamento dei ricercatori, anche con l’aiuto dell’AI, verso l’etica – Fondazione Veronesi
- Orientamento dei consulenti sulla sicurezza del lavoro a non considerare solo il punto di vista normativo, ma a creare una “cultura del dato” sugli infortuni sul lavoro, in modo che la diffusione degli stessi sia un’occasione “etica” – SAEF
- Coinvolgimento degli impiegati sulla causa sociale, raccomandando un’ accoglienza solidale a chi cerca una casa per essere vicino ai parenti malati – A casa lontani da casa
- Comunicazione delle proprie attività adatta ai giovani – CSRnatives
Al 4° panel: “Cambia il mercato del lavoro: sostenibilità al centro” hanno partecipato:
CCI France Italie – camera di commercio italo francese
Edison – energia
Comune di Milano – Ente pubblico
Greenthesis – smaltimento rifiuti speciali
CSRnatives
La coordinatrice sottolinea che il 61% delle imprese di servizi, che coinvolgono milioni di lavoratori, hanno svolto almeno 1 volta attività di CSR, in particolare nel settore “green”. Ma anche le imprese di settori tradizionali hanno tratto beneficio se hanno applicato i principi della CSR.
Tra le buone prassi citate, in particolare da Edison e Comune di Milano (solo per ragioni di tempo non citiamo le altre iniziative dei partecipanti):
- Investimenti concordati attraverso il dialogo con tutta la catena di fornitori
- Creazione di una “academy” per creare cultura e competenze verso la sostenibilità
- Selezione del personale che tenga conto della gestione di generazione diverse, con valori diversi, che devono essere capiti, passando dallo status sociale ad un “life style”: boomers, (nati tra il 1946 e il 1964), generazione X (nati tra il 1965 e il 1980), Millenials (nati tra il 1981 e il 1996), la generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012). Tutti devono essere consapevoli della struttura in cui andranno ad operare, essere seguiti per i primi 6 mesi di lavoro e, dopo, richiedere se il lavoro corrisponde alle aspettative. Necessario l’intervento del managemet apicale per favorire la “retention” dei giovani, con trattamenti mirati, specie nella retribuzione
- Patto per il lavoro: progetto del Comune di Milano, in partenariato con la Città Metropolitana, Afol (corsi di formazione), che, in quanto sponsor, ha raccolto 60 progetti e che è cassa di risonanza dei protagonisti del mercato del lavoro (privati ed istituzioni). Per un lavoro inclusivo ed equo, il progetto si pone 4 obiettivi:
- Città della formazione: rivolta non solo scuole, ma anche alla riqualificazione degli occupati mediante corsi di formazione, e istituire la “settimana degli STEM” con laboratori rivolti ai laureati in discipline scientifiche
- Città delle opportunità: per dare nuove opportunità alle aziende mediante la digitalizzazione delle procedure, lo smart working e l’attrazione di nuovi talenti
- Città del buon lavoro: per offrire un “buon lavoro” attraverso equità, sicurezza sul lavoro, osservatorio occupazionale, retribuzione dignitosa, protezione sociale
- Città del rilancio: per rilanciare chi ha perso il lavoro o ne è ai margini, tutelando i soggetti fragili (donne, invalidi, lavoratori anziani, migranti). In particolare, per favorire l’occupazione femminile, motivando le donne verso lavori inimmaginabili per loro in quanto esclusiva competenza maschile
Gli altri panel delle 3 giornate del Salone sono consultabili nelle news dal Salone al link:
https://mail.google.com/mail/u/0/#label/CSR_25/FMfcgzQcqbThnxfFvXbskfXnbJjblhQW
