Lunedì 12 maggio, presso il grattacielo della Regione Piemonte si è tenuto un interessante convegno dal titolo: “Diritto al futuro sostenibile – Giovani, imprese, istituzioni: un dialogo necessario. Perché Risorsa ha voluto partecipare con i suoi volontari F.Ciccopiedi ed E. Porzio ?
Oltre all’assistenza diretta a persone in stato di disagio sul lavoro, il suo Statuto prevede infatti la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su temi ad esso legati. Finora, diverse iniziative sono state rivolte al pubblico di diverse età, ma comunque occupate ed appartenenti a categorie fragili come donne, invalidi, lavoratori anziani.
Quest’anno, per la prima volta, alcuni progetti riguardano i giovani che entreranno nel mondo del lavoro, per ricordare che il posto ove si trascorrono almeno 8 ore al giorno è degno di essere un ambiente sereno, non stressogeno e, in una parola, sostenibile.
Detto questo, citiamo, come al solito, i principali contenuti e non i nomi dei relatori per motivi di privacy.
Coerentemente con la nostra visione, anche alcuni dirigenti della Regione hanno sostenuto che proprio i giovani, sul lavoro devono essere “azionisti del benessere”, preferendo, se possibile, aziende ed Enti in linea con i loro valori di sostenibilità. Ma anche i datori di lavoro dovrebbero dare un “ascolto profondo” ai giovani, per cogliere tutte quelle opportunità reputazionali, utili ad uno sviluppo sostenibile. Si è ribadito infatti che sostenibilità, inizialmente intesa solo riferita all’ambiente, si è estesa al “benessere dei dipendenti” secondo i principi della Responsabilità sociale d’Impresa.
Esponenti di ASVIS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) vedi: https://asvis.it/agenda-2030/ nata per diffondere l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’uomo di fonte’ONU, hanno ricordato le modifiche costituzionali (artt. 9 e 41) che hanno recepito, nelle leggi e nei decreti legge, istanze riguardanti le “future generazioni”, la tutela della salute e della dignità umana oltre a quelle dell’ambiente, della sicurezza e della biodiversità. Un rappresentante del parlamento europeo ha poi ricordato le varie iniziative per la gioventù collegabili al benessere dei giovani nel programma Erasmus + . Tra queste, le inizative per tutelare la salute mentale dei giovani, oggi compromessa da stili di vita sempre più isolati e influenzati dai nuovi media digitali. Infine, rappresentanti del mondo universitario hanno riferito di indagini su diverse fasce d’età giovanile, tendenti a individuare i bisogni principali: dalla ricerca di “popolarità nei social” dei 12 e tredicenni, si passa per i “teen” al bisogno” di istruttori capaci di dialogo e di trasferire competenze in modo tempestivo e di qualità (quick and deep). Con l’ingresso al lavoro si cercano creatività pragmatica e fiducia in una condivisione non ipocrita di concetti rilevanti e misurabili nell’impatto sociale. Sono tutti bisogni che porteranno inevitabilmente ad un cambio di “paradigma” cioè di schemi fondamentali.
In conclusione, tanti spunti di riflessione per i progetti di Risorsa rivolti ai giovani e alla prevenzione del mobbing e del disagio lavorativo