MOBBING SUL LAVORO: COME RICONOSCERLO E COME TUTELARSI

Apriamo la nostra raccolta 2026 di notizie tratte da fonti pubbliche riguardanti i diversi aspetti del mobbing: l’articolo che segue contiene sia risvolti giuridici che psicologici. Anche se chi si è rivolto a Risorsa conosce bene queste tematiche, pensiamo che siano utili a chi pensa di subire mobbing.

Fonte: www.dedalomultimedia.org – articolo di Luca Furfaro, esperto di politiche del lavoro – 7 gennaio 2026

Link all’articolo completo:

https://www.dedalomultimedia.org/sezioni/lavoro/31151-mobbing-sul-lavoro-come-riconoscerlo-e-come-tutelarsi.html

Sintesi della redazione Risorsa

Il mobbing consiste in una serie di comportamenti ostili e reiterati volti a isolare o colpire psicologicamente un lavoratore. Sebbene in Italia manchi ancora una legge specifica, la giurisprudenza lo definisce chiaramente come una forma di persecuzione psicologica.

I 5 segnali per identificare se si è vittima di mobbing sono:

  1. Isolamento sociale: esclusione sistematica da riunioni, chat di gruppo e momenti di socialità per marginalizzare il dipendente.
  2. Attacchi alla reputazione: diffusione di gossip, calunnie o critiche volte a ridicolizzare la professionalità della persona.
  3. Controllo esasperato: critiche continue senza basi oggettive, finalizzati a creare insicurezza e senso di inadeguatezza.
  4. Ostruzionismo e sabotaggio: omissione di informazioni vitali, scadenze nascoste o impedimenti intenzionali per compromettere i risultati lavorativi.
  5. Trattamento del silenzio: essere ignorati deliberatamente dai colleghi o dai superiori, creando un clima di gelo emotivo che genera forte stress.

È importante anche distinguere tra le diverse dinamiche Mobbing e Straining

  • Mobbing Orizzontale: quando le vessazioni provengono dai colleghi di pari grado. In questo caso, il datore di lavoro resta comunque responsabile per non aver vigilato o impedito tali condotte.
  • Straining: se non emerge un esplicito “intento persecutorio” che lega i vari episodi, il giudice può comunque riconoscere la responsabilità dell’azienda per aver tollerato un ambiente di lavoro stressogeno. In questa ipotesi, al lavoratore tocca  provare il danno subito e il nesso con il contesto lavorativo.

Cosa fare per contrastare il fenomeno? 

  • Il lavoratore deve monitorare i segnali di disagio, raccogliere prove e rivolgersi a esperti, sindacati o strutture di supporto.
  • L’azienda ha l’obbligo contrattuale (secondo le norme sulla sicurezza sul lavoro) di garantire un ambiente sano, trasparente e inclusivo, prevenendo attivamente ogni forma di abuso.

Il datore di lavoro è sempre tenuto a dimostrare di aver agito con la massima diligenza per proteggere la salute psicofisica dei propri collaboratori, poiché permettere un clima tossico è considerato, a tutti gli effetti, un atto illegittimo.

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