{"id":2555,"date":"2026-04-06T08:47:48","date_gmt":"2026-04-06T08:47:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/?p=2555"},"modified":"2026-08-02T16:22:23","modified_gmt":"2026-08-02T16:22:23","slug":"gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2026\/04\/06\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\/","title":{"rendered":"GENDER GAP IN ARCHITETTURA: DONNE SVANTAGGIATE PER REDDITO, CONTRATTI E MANSIONI"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2555\" class=\"elementor elementor-2555\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-084b73d e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"084b73d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ddf4966 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"ddf4966\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>E\u2019 sempre interessante scoprire quando i fatti di mobbing \u00a0( o genericamente di discriminazioni) vengono calati in specifici settori professionali: questa volta sono le architette, laureate ma sminuite perch\u00e9 donne. L\u2019indagine condotta offre una panoramica ricca di dati statistici.<\/p><p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.edilportale.com\">www.edilportale.com<\/a> \u2013 indagine \u201cLa condizione femminile nell\u2019architettura italiana\u201d condotta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC tramite Format Reasearchc-carticolo di Rossella Calabrese &#8211; 5 marzo 2025<\/p><p>Link all\u2019articolo completo:<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.edilportale.com\/news\/amp\/2026\/03\/professione\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate_109398_33.html\">https:\/\/www.edilportale.com\/news\/amp\/2026\/03\/professione\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate_109398_33.html<\/a><\/p><p>Sintesi della redazione Risorsa<\/p><p>La professione di architetto, \u00a0vede 154.117 iscritti all\u2019Albo Unico, si compone di70.473 donne e 83.644 uomini. L\u2019indagine \u00e8 stata condotta negli ordini territoriali e per classi di et\u00e0.\u00a0La retribuzione delle architette, sia nel lavoro dipendente che in quello autonomo, rimane arretrata rispetto ai colleghi. Quelle che si collocano nella fascia pi\u00f9 alta (oltre 60mila euro) sono solo il 2,4% mentre per gli uomini si raggiunge oltre il 6%. La situazione \u00e8 pi\u00f9 grave nel comparto del lavoro autonomo dove, mentre gli uomini che raggiungono la fascia pi\u00f9 alta di reddito sono poco meno del 20%, le donne raggiungono appena il 7,6%. Anche nei redditi pi\u00f9 bassi le donne sono maggiormente svantaggiate. Si posizionano nelle fasce di reddito pi\u00f9 basse il 18,2% delle iscritte autonome intervistate, mentre nella stessa fascia gli uomini sono solo il 14,9%.2.\u00a0 La rilevazione &#8211; i cui dati sono stati incrociati con quelli dell\u2019ISTAT, del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, di Almalaurea e di Inarcassa &#8211; \u00e8 stata effettuata su un campione di 2.\u00a0\u00a0 La percentuale di donne che affermano di aver subito discriminazioni si attesta, nel lavoro dipendente, al 68, 4%, contro il 37, 1 % degli uomini con un balzo nel lavoro autonomo: 78% contro solo il 28% tra gli uomini. Per quanto riguarda la tipologia di discriminazioni quella di percepire una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi raggiunge, nel lavoro dipendente, il 46,8% del campione.\u00a0 Non mancano difformit\u00e0 di trattamento, sempre nel lavoro dipendente, legate a mansioni, inferiori o inappropriate rispetto a inquadramento contrattuale e qualifica, e forme di discriminazione come mobbing e mancato accesso a congedi e permessi dei quali si ha diritto.\u00a0 Diversa la situazione nel lavoro autonomo dove la principale discriminazione percepita \u00e8 quella retributiva insieme al mancato riconoscimento, o alla diversit\u00e0 di trattamento, nel 41, 26 dei casi, delle donne rispetto agli altri professionisti del settore.\u00a0\u00a0 Sui motivi della discriminazione subita, non si riscontrano differenze tra lavoro dipendente e quello autonomo: sono l\u201985% del campione nel lavoro autonomo a percepire di essere penalizzate in base al loro genere, e il 78, 9% delle professioniste dipendenti.\u00a0\u00a0 Alcuni responsabili\u00a0 del CNAPPC, hanno sottolineato:\u00a0\u201cLa questione di genere \u00e8 innanzitutto un tema culturale che, al di l\u00e0 dei passi avanti raggiunti nel contesto istituzionale , richiede uno sforzo collettivo e capillare che passa attraverso l\u2019educazione e la prevenzione. L\u2019azione del CNAPPC in questi anni \u00e8 stata quella di monitorare le disuguaglianze e mettere in atto azioni per il superamento dei gap esistenti. Va sottolineato che il preambolo del nuovo Codice deontologico degli APPC, in vigore dal 2024, oltre a riconosce l\u2019importanza della parit\u00e0 di genere nell\u2019ambito dell\u2019architettura, impegna il professionista a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, in cui uomini e donne abbiano le stesse opportunit\u00e0 di crescita e di realizzazione professionale, a combattere ogni forma di discriminazione di genere e a promuovere la diversit\u00e0 come valore aggiunto\u201d.\u00a0 \u201cServe il superamento dei pregiudizi che ostacolano il pieno riconoscimento del merito e un riequilibrio dei carichi familiari che va affrontata dal punto di vista culturale e normativo. Il tema delle pari opportunit\u00e0 \u00e8 infine una questione di diritto alla rappresentanza.. La modifica al regolamento elettorale degli Ordini territoriali degli APPC ha garantito questo diritto innalzando il numero dei Consiglieri in relazione alla presenza femminile delle iscritte all\u2019Albo.\u00a0\u00a0 Donne maggioranza nei corsi di laurea in Architettura. Dal \u00a0questionario emerge, dunque, come le difficolt\u00e0 affrontate dalle donne siano di natura contributiva, contrattuale e mansionaria nonostante i dati del MUR rilevino, ad esempio, un sensibile aumento delle donne iscritte ai corsi di laurea in Architettura che ad oggi rappresentano il 53,9% del totale dei nuovi iscritti, mentre gli uomini sono il 46,1%. Non solo. Secondo gli ultimi dati di Almalaurea, le studentesse conseguono risultati importanti anche nelle performance educative.\u00a0 Raggiungono posizioni migliori rispetto agli universitari di sesso maschile con un\u2019et\u00e0 alla laurea pi\u00f9 bassa (26,1 anni contro 26,8), una maggiore percentuale di laureati in corso (39,9% rispetto il 36,8%) ed una maggiore frequenza alle lezioni universitarie (la percentuale di ragazze che frequentano oltre il 75% delle lezioni si attesta al 86,2% mentre nei ragazzi si ferma all\u2019 83,6%); si laureano con voto di laurea pi\u00f9 alto e con una media voto agli esami migliore dei loro compagni maschili, possono vantare maggiori esperienze di studio internazionali.\u00a0 Nonostante le migliori performance ed una maggiore elasticit\u00e0 ad approcciarsi nel mondo del lavoro, il tasso di occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo \u00e8 infatti significativamente pi\u00f9 basso per le donne rispetto agli uomini, per qualsiasi tipologia di titolo conseguito nell\u2019ambito dell\u2019architettura. Complessivamente il gap \u00e8 di oltre 3 punti percentuali: 64,5% delle studentesse contro il 67,9% degli studenti.\u00a0\u00a0 A parit\u00e0 di professione, infatti, le donne registrano un reddito medio nettamente inferiore rispetto ai colleghi uomini. Secondo i dati Inarcassa una professionista guadagna, mediamente, 24.421 euro, il 26% in meno rispetto ad un suo collega uomo. Nelle regioni settentrionali, sia del Nord-Ovest che del Nord-Est, i livelli reddituali medi si avvicinano ai 40.000 euro, mentre il Sud e le Isole registrano livelli reddituali nettamente inferiori: il Sud si ferma a 25.079 euro, mentre le Isole dichiarano un reddito medio pari a 26.736 euro.\u00a0 In ogni macroarea, oltre alla disparit\u00e0 territoriale i redditi medi delle donne si posizionano a livelli pi\u00f9 bassi rispetto a quelli dei colleghi uomini. Per esempio, un architetto uomo, al Sud Italia, dichiara mediamente un reddito di 29.375 euro, una donna, invece, con la stessa qualifica professionale, ne dichiara 17.606 euro.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 sempre interessante scoprire quando i fatti di mobbing \u00a0( o genericamente di discriminazioni) vengono calati in specifici settori professionali: questa volta sono le architette, laureate ma sminuite perch\u00e9 donne. L\u2019indagine condotta offre una panoramica ricca di dati statistici. Fonte: www.edilportale.com \u2013 indagine \u201cLa condizione femminile nell\u2019architettura italiana\u201d condotta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC tramite Format Reasearchc-carticolo di Rossella Calabrese &#8211; 5 marzo 2025 Link all\u2019articolo completo: https:\/\/www.edilportale.com\/news\/amp\/2026\/03\/professione\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate_109398_33.html Sintesi della redazione Risorsa La professione di architetto, \u00a0vede 154.117 iscritti all\u2019Albo Unico, si compone di70.473 donne e 83.644 uomini. L\u2019indagine \u00e8 stata condotta negli ordini territoriali e per classi di et\u00e0.\u00a0La retribuzione delle architette, sia nel lavoro dipendente che in quello autonomo, rimane arretrata rispetto ai colleghi. Quelle che si collocano nella fascia pi\u00f9 alta (oltre 60mila euro) sono solo il 2,4% mentre per gli uomini si raggiunge oltre il 6%. La situazione \u00e8 pi\u00f9 grave nel comparto del lavoro autonomo dove, mentre gli uomini che raggiungono la fascia pi\u00f9 alta di reddito sono poco meno del 20%, le donne raggiungono appena il 7,6%. Anche nei redditi pi\u00f9 bassi le donne sono maggiormente svantaggiate. Si posizionano nelle fasce di reddito pi\u00f9 basse il 18,2% delle iscritte autonome intervistate, mentre nella stessa fascia gli uomini sono solo il 14,9%.2.\u00a0 La rilevazione &#8211; i cui dati sono stati incrociati con quelli dell\u2019ISTAT, del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, di Almalaurea e di Inarcassa &#8211; \u00e8 stata effettuata su un campione di 2.\u00a0\u00a0 La percentuale di donne che affermano di aver subito discriminazioni si attesta, nel lavoro dipendente, al 68, 4%, contro il 37, 1 % degli uomini con un balzo nel lavoro autonomo: 78% contro solo il 28% tra gli uomini. Per quanto riguarda la tipologia di discriminazioni quella di percepire una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi raggiunge, nel lavoro dipendente, il 46,8% del campione.\u00a0 Non mancano difformit\u00e0 di trattamento, sempre nel lavoro dipendente, legate a mansioni, inferiori o inappropriate rispetto a inquadramento contrattuale e qualifica, e forme di discriminazione come mobbing e mancato accesso a congedi e permessi dei quali si ha diritto.\u00a0 Diversa la situazione nel lavoro autonomo dove la principale discriminazione percepita \u00e8 quella retributiva insieme al mancato riconoscimento, o alla diversit\u00e0 di trattamento, nel 41, 26 dei casi, delle donne rispetto agli altri professionisti del settore.\u00a0\u00a0 Sui motivi della discriminazione subita, non si riscontrano differenze tra lavoro dipendente e quello autonomo: sono l\u201985% del campione nel lavoro autonomo a percepire di essere penalizzate in base al loro genere, e il 78, 9% delle professioniste dipendenti.\u00a0\u00a0 Alcuni responsabili\u00a0 del CNAPPC, hanno sottolineato:\u00a0\u201cLa questione di genere \u00e8 innanzitutto un tema culturale che, al di l\u00e0 dei passi avanti raggiunti nel contesto istituzionale , richiede uno sforzo collettivo e capillare che passa attraverso l\u2019educazione e la prevenzione. L\u2019azione del CNAPPC in questi anni \u00e8 stata quella di monitorare le disuguaglianze e mettere in atto azioni per il superamento dei gap esistenti. Va sottolineato che il preambolo del nuovo Codice deontologico degli APPC, in vigore dal 2024, oltre a riconosce l\u2019importanza della parit\u00e0 di genere nell\u2019ambito dell\u2019architettura, impegna il professionista a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, in cui uomini e donne abbiano le stesse opportunit\u00e0 di crescita e di realizzazione professionale, a combattere ogni forma di discriminazione di genere e a promuovere la diversit\u00e0 come valore aggiunto\u201d.\u00a0 \u201cServe il superamento dei pregiudizi che ostacolano il pieno riconoscimento del merito e un riequilibrio dei carichi familiari che va affrontata dal punto di vista culturale e normativo. Il tema delle pari opportunit\u00e0 \u00e8 infine una questione di diritto alla rappresentanza.. La modifica al regolamento elettorale degli Ordini territoriali degli APPC ha garantito questo diritto innalzando il numero dei Consiglieri in relazione alla presenza femminile delle iscritte all\u2019Albo.\u00a0\u00a0 Donne maggioranza nei corsi di laurea in Architettura. Dal \u00a0questionario emerge, dunque, come le difficolt\u00e0 affrontate dalle donne siano di natura contributiva, contrattuale e mansionaria nonostante i dati del MUR rilevino, ad esempio, un sensibile aumento delle donne iscritte ai corsi di laurea in Architettura che ad oggi rappresentano il 53,9% del totale dei nuovi iscritti, mentre gli uomini sono il 46,1%. Non solo. Secondo gli ultimi dati di Almalaurea, le studentesse conseguono risultati importanti anche nelle performance educative.\u00a0 Raggiungono posizioni migliori rispetto agli universitari di sesso maschile con un\u2019et\u00e0 alla laurea pi\u00f9 bassa (26,1 anni contro 26,8), una maggiore percentuale di laureati in corso (39,9% rispetto il 36,8%) ed una maggiore frequenza alle lezioni universitarie (la percentuale di ragazze che frequentano oltre il 75% delle lezioni si attesta al 86,2% mentre nei ragazzi si ferma all\u2019 83,6%); si laureano con voto di laurea pi\u00f9 alto e con una media voto agli esami migliore dei loro compagni maschili, possono vantare maggiori esperienze di studio internazionali.\u00a0 Nonostante le migliori performance ed una maggiore elasticit\u00e0 ad approcciarsi nel mondo del lavoro, il tasso di occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo \u00e8 infatti significativamente pi\u00f9 basso per le donne rispetto agli uomini, per qualsiasi tipologia di titolo conseguito nell\u2019ambito dell\u2019architettura. Complessivamente il gap \u00e8 di oltre 3 punti percentuali: 64,5% delle studentesse contro il 67,9% degli studenti.\u00a0\u00a0 A parit\u00e0 di professione, infatti, le donne registrano un reddito medio nettamente inferiore rispetto ai colleghi uomini. Secondo i dati Inarcassa una professionista guadagna, mediamente, 24.421 euro, il 26% in meno rispetto ad un suo collega uomo. Nelle regioni settentrionali, sia del Nord-Ovest che del Nord-Est, i livelli reddituali medi si avvicinano ai 40.000 euro, mentre il Sud e le Isole registrano livelli reddituali nettamente inferiori: il Sud si ferma a 25.079 euro, mentre le Isole dichiarano un reddito medio pari a 26.736 euro.\u00a0 In ogni macroarea, oltre alla disparit\u00e0 territoriale i redditi medi delle donne si posizionano a livelli pi\u00f9 bassi rispetto a quelli dei colleghi uomini. 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Per quanto riguarda la tipologia di discriminazioni quella di percepire una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi raggiunge, nel lavoro dipendente, il 46,8% del campione.\u00a0 Non mancano difformit\u00e0 di trattamento, sempre nel lavoro dipendente, legate a mansioni, inferiori o inappropriate rispetto a inquadramento contrattuale e qualifica, e forme di discriminazione come mobbing e mancato accesso a congedi e permessi dei quali si ha diritto.\u00a0 Diversa la situazione nel lavoro autonomo dove la principale discriminazione percepita \u00e8 quella retributiva insieme al mancato riconoscimento, o alla diversit\u00e0 di trattamento, nel 41, 26 dei casi, delle donne rispetto agli altri professionisti del settore.\u00a0\u00a0 Sui motivi della discriminazione subita, non si riscontrano differenze tra lavoro dipendente e quello autonomo: sono l\u201985% del campione nel lavoro autonomo a percepire di essere penalizzate in base al loro genere, e il 78, 9% delle professioniste dipendenti.\u00a0\u00a0 Alcuni responsabili\u00a0 del CNAPPC, hanno sottolineato:\u00a0\u201cLa questione di genere \u00e8 innanzitutto un tema culturale che, al di l\u00e0 dei passi avanti raggiunti nel contesto istituzionale , richiede uno sforzo collettivo e capillare che passa attraverso l\u2019educazione e la prevenzione. L\u2019azione del CNAPPC in questi anni \u00e8 stata quella di monitorare le disuguaglianze e mettere in atto azioni per il superamento dei gap esistenti. Va sottolineato che il preambolo del nuovo Codice deontologico degli APPC, in vigore dal 2024, oltre a riconosce l\u2019importanza della parit\u00e0 di genere nell\u2019ambito dell\u2019architettura, impegna il professionista a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, in cui uomini e donne abbiano le stesse opportunit\u00e0 di crescita e di realizzazione professionale, a combattere ogni forma di discriminazione di genere e a promuovere la diversit\u00e0 come valore aggiunto\u201d.\u00a0 \u201cServe il superamento dei pregiudizi che ostacolano il pieno riconoscimento del merito e un riequilibrio dei carichi familiari che va affrontata dal punto di vista culturale e normativo. Il tema delle pari opportunit\u00e0 \u00e8 infine una questione di diritto alla rappresentanza.. La modifica al regolamento elettorale degli Ordini territoriali degli APPC ha garantito questo diritto innalzando il numero dei Consiglieri in relazione alla presenza femminile delle iscritte all\u2019Albo.\u00a0\u00a0 Donne maggioranza nei corsi di laurea in Architettura. Dal \u00a0questionario emerge, dunque, come le difficolt\u00e0 affrontate dalle donne siano di natura contributiva, contrattuale e mansionaria nonostante i dati del MUR rilevino, ad esempio, un sensibile aumento delle donne iscritte ai corsi di laurea in Architettura che ad oggi rappresentano il 53,9% del totale dei nuovi iscritti, mentre gli uomini sono il 46,1%. Non solo. Secondo gli ultimi dati di Almalaurea, le studentesse conseguono risultati importanti anche nelle performance educative.\u00a0 Raggiungono posizioni migliori rispetto agli universitari di sesso maschile con un\u2019et\u00e0 alla laurea pi\u00f9 bassa (26,1 anni contro 26,8), una maggiore percentuale di laureati in corso (39,9% rispetto il 36,8%) ed una maggiore frequenza alle lezioni universitarie (la percentuale di ragazze che frequentano oltre il 75% delle lezioni si attesta al 86,2% mentre nei ragazzi si ferma all\u2019 83,6%); si laureano con voto di laurea pi\u00f9 alto e con una media voto agli esami migliore dei loro compagni maschili, possono vantare maggiori esperienze di studio internazionali.\u00a0 Nonostante le migliori performance ed una maggiore elasticit\u00e0 ad approcciarsi nel mondo del lavoro, il tasso di occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo \u00e8 infatti significativamente pi\u00f9 basso per le donne rispetto agli uomini, per qualsiasi tipologia di titolo conseguito nell\u2019ambito dell\u2019architettura. 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Per esempio, un architetto uomo, al Sud Italia, dichiara mediamente un reddito di 29.375 euro, una donna, invece, con la stessa qualifica professionale, ne dichiara 17.606 euro.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2026\/04\/06\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Risorsa mobbing\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-04-06T08:47:48+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-08-02T16:22:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/lavoro-e-economia-2.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1792\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2026\\\/04\\\/06\\\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2026\\\/04\\\/06\\\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Ferdinando Ciccopiedi\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6\"},\"headline\":\"GENDER GAP IN ARCHITETTURA: DONNE SVANTAGGIATE PER REDDITO, CONTRATTI E MANSIONI\",\"datePublished\":\"2026-04-06T08:47:48+00:00\",\"dateModified\":\"2026-08-02T16:22:23+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2026\\\/04\\\/06\\\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\\\/\"},\"wordCount\":965,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2026\\\/04\\\/06\\\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/03\\\/lavoro-e-economia-2.jpg\",\"articleSection\":[\"Lavoro&amp;economia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2026\\\/04\\\/06\\\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2026\\\/04\\\/06\\\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate-per-reddito-contratti-e-mansioni\\\/\",\"name\":\"GENDER GAP IN ARCHITETTURA: DONNE SVANTAGGIATE PER REDDITO, CONTRATTI E MANSIONI - 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L\u2019indagine condotta offre una panoramica ricca di dati statistici. Fonte: www.edilportale.com \u2013 indagine \u201cLa condizione femminile nell\u2019architettura italiana\u201d condotta dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC tramite Format Reasearchc-carticolo di Rossella Calabrese &#8211; 5 marzo 2025 Link all\u2019articolo completo: https:\/\/www.edilportale.com\/news\/amp\/2026\/03\/professione\/gender-gap-in-architettura-donne-svantaggiate_109398_33.html Sintesi della redazione Risorsa La professione di architetto, \u00a0vede 154.117 iscritti all\u2019Albo Unico, si compone di70.473 donne e 83.644 uomini. L\u2019indagine \u00e8 stata condotta negli ordini territoriali e per classi di et\u00e0.\u00a0La retribuzione delle architette, sia nel lavoro dipendente che in quello autonomo, rimane arretrata rispetto ai colleghi. Quelle che si collocano nella fascia pi\u00f9 alta (oltre 60mila euro) sono solo il 2,4% mentre per gli uomini si raggiunge oltre il 6%. La situazione \u00e8 pi\u00f9 grave nel comparto del lavoro autonomo dove, mentre gli uomini che raggiungono la fascia pi\u00f9 alta di reddito sono poco meno del 20%, le donne raggiungono appena il 7,6%. Anche nei redditi pi\u00f9 bassi le donne sono maggiormente svantaggiate. Si posizionano nelle fasce di reddito pi\u00f9 basse il 18,2% delle iscritte autonome intervistate, mentre nella stessa fascia gli uomini sono solo il 14,9%.2.\u00a0 La rilevazione &#8211; i cui dati sono stati incrociati con quelli dell\u2019ISTAT, del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca, di Almalaurea e di Inarcassa &#8211; \u00e8 stata effettuata su un campione di 2.\u00a0\u00a0 La percentuale di donne che affermano di aver subito discriminazioni si attesta, nel lavoro dipendente, al 68, 4%, contro il 37, 1 % degli uomini con un balzo nel lavoro autonomo: 78% contro solo il 28% tra gli uomini. Per quanto riguarda la tipologia di discriminazioni quella di percepire una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi raggiunge, nel lavoro dipendente, il 46,8% del campione.\u00a0 Non mancano difformit\u00e0 di trattamento, sempre nel lavoro dipendente, legate a mansioni, inferiori o inappropriate rispetto a inquadramento contrattuale e qualifica, e forme di discriminazione come mobbing e mancato accesso a congedi e permessi dei quali si ha diritto.\u00a0 Diversa la situazione nel lavoro autonomo dove la principale discriminazione percepita \u00e8 quella retributiva insieme al mancato riconoscimento, o alla diversit\u00e0 di trattamento, nel 41, 26 dei casi, delle donne rispetto agli altri professionisti del settore.\u00a0\u00a0 Sui motivi della discriminazione subita, non si riscontrano differenze tra lavoro dipendente e quello autonomo: sono l\u201985% del campione nel lavoro autonomo a percepire di essere penalizzate in base al loro genere, e il 78, 9% delle professioniste dipendenti.\u00a0\u00a0 Alcuni responsabili\u00a0 del CNAPPC, hanno sottolineato:\u00a0\u201cLa questione di genere \u00e8 innanzitutto un tema culturale che, al di l\u00e0 dei passi avanti raggiunti nel contesto istituzionale , richiede uno sforzo collettivo e capillare che passa attraverso l\u2019educazione e la prevenzione. L\u2019azione del CNAPPC in questi anni \u00e8 stata quella di monitorare le disuguaglianze e mettere in atto azioni per il superamento dei gap esistenti. Va sottolineato che il preambolo del nuovo Codice deontologico degli APPC, in vigore dal 2024, oltre a riconosce l\u2019importanza della parit\u00e0 di genere nell\u2019ambito dell\u2019architettura, impegna il professionista a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso, in cui uomini e donne abbiano le stesse opportunit\u00e0 di crescita e di realizzazione professionale, a combattere ogni forma di discriminazione di genere e a promuovere la diversit\u00e0 come valore aggiunto\u201d.\u00a0 \u201cServe il superamento dei pregiudizi che ostacolano il pieno riconoscimento del merito e un riequilibrio dei carichi familiari che va affrontata dal punto di vista culturale e normativo. Il tema delle pari opportunit\u00e0 \u00e8 infine una questione di diritto alla rappresentanza.. 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Secondo gli ultimi dati di Almalaurea, le studentesse conseguono risultati importanti anche nelle performance educative.\u00a0 Raggiungono posizioni migliori rispetto agli universitari di sesso maschile con un\u2019et\u00e0 alla laurea pi\u00f9 bassa (26,1 anni contro 26,8), una maggiore percentuale di laureati in corso (39,9% rispetto il 36,8%) ed una maggiore frequenza alle lezioni universitarie (la percentuale di ragazze che frequentano oltre il 75% delle lezioni si attesta al 86,2% mentre nei ragazzi si ferma all\u2019 83,6%); si laureano con voto di laurea pi\u00f9 alto e con una media voto agli esami migliore dei loro compagni maschili, possono vantare maggiori esperienze di studio internazionali.\u00a0 Nonostante le migliori performance ed una maggiore elasticit\u00e0 ad approcciarsi nel mondo del lavoro, il tasso di occupazione ad un anno dal conseguimento del titolo \u00e8 infatti significativamente pi\u00f9 basso per le donne rispetto agli uomini, per qualsiasi tipologia di titolo conseguito nell\u2019ambito dell\u2019architettura. 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