{"id":2215,"date":"2025-08-11T14:44:57","date_gmt":"2025-08-11T14:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/?p=2215"},"modified":"2025-08-17T09:54:41","modified_gmt":"2025-08-17T09:54:41","slug":"mondo-del-lavoro-ed-encicliche-sociali-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/08\/11\/mondo-del-lavoro-ed-encicliche-sociali-parte-ii\/","title":{"rendered":"MONDO DEL LAVORO ED ENCICLICHE SOCIALI &#8211; PARTE II\u00b0"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2215\" class=\"elementor elementor-2215\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4718356 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"4718356\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-fe5d5f9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"fe5d5f9\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Dopo la disamina della \u201cRerum Novarum\u201d, di seguito una breve sintesi di tutte le altre encicliche sociali dei Papi fino ai giorni nostri, ciascuna con un preciso concetto chiave, riconducibile al mondo del lavoro, su un testo prodotto dall\u2019UCID, unione fondata nel 1947, da persone legate dalla stessa fede e dalla comune responsabilit\u00e0 imprenditoriale nell&#8217;ambito delle aziende e delle professioni. per la realizzazione del bene comune. La sintesi, del 2014, non comprendeva la \u201cLaudato s\u00ec\u201d, non ancora scritta all\u2019epoca e che aggiungiamo, sulla base di un testo di Isabella Piro<br \/>Fonti: <br \/>Ucid.it \u2013 Unione cristiana imprenditori dirigenti \u2013 ottobre 2014<br \/>Vaticannews.it \u2013 maggio 2018 <br \/>Link agli articoli completi:<\/p><p><a href=\"https:\/\/ucid.it\/blog\/2014\/10\/29\/dieci-encicliche-sociali-dalla-rerum-novarum-alla-caritas-in-veritate\/\">https:\/\/ucid.it\/blog\/2014\/10\/29\/dieci-encicliche-sociali-dalla-rerum-novarum-alla-caritas-in-veritate\/<\/a><\/p><p><a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2018-05\/papa-francesco-enciclica-laudato-si-ecologia-creato.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2018-05\/papa-francesco-enciclica-laudato-si-ecologia-creato.html<\/a><\/p><p>Sintesi della redazione Risorsa, a cura di Ferdinando Ciccopiedi &#8211; Vice Presidente Risorsa<\/p><p>PIO XI: QUADRAGESIMO ANNO &#8211; 1931<br \/>Nell\u2019enciclica si afferma che \u00e8 un grave errore la separazione tra etica ed economia. Viene introdotto il principio di sussidiariet\u00e0 tra enti superiori e inferiori e viene condannata la concentrazione della ricchezza in poche mani ai tempi della grande crisi del 1929. Riportiamo solo un passo dell\u2019enciclica, che sembra molto attuale: \u201cCi\u00f2 che ferisce gli occhi \u00e8 che ai nostri tempi non vi \u00e8 solo concentrazione della ricchezza, ma l\u2019accumularsi altres\u00ec di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell\u2019economia in mano a pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi per\u00f2 dispongono a loro piacimento\u201d.<br \/>GIOVANNI XXIII: MATER ET MAGISTRA &#8211; 1961<br \/>Con Giovanni XXIII si introduce il principio fondamentale che la Dottrina Sociale della Chiesa \u00e8 rivolta a tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Gli anni sessanta aprono orizzonti promettenti: la ripresa dopo le devastazioni della guerra, l\u2019inizio della decolonizzazione, i primi timidi segnali di un disgelo nei rapporti tra i blocchi, americano e sovietico. La questione sociale si sta universalizzando e coinvolge tutti i Paesi: accanto alla questione operaia e alla rivoluzione industriale, si delineano tra l\u2019altro i problemi delle aree in via di sviluppo, del problema demografico e quelli relativi alla necessit\u00e0 di una cooperazione economica mondiale<br \/>GIOVANNI XXIII: PACEM IN TERRIS &#8211; 1963<br \/>Con questa enciclica Giovanni XXIII mette in evidenza, oltre al tema della pace, in un\u2019epoca segnata dalla proliferazione nucleare, una prima approfondita riflessione della Chiesa sui diritti. Essa prosegue e completa il discorso della Mater et magistra e sottolinea l\u2019importanza della collaborazione tra tutti. E\u2019 compito di tutti gli uomini di buona volont\u00e0 ricomporre i rapporti della convivenza nella verit\u00e0, nella giustizia, nell\u2019amore, nella libert\u00e0. Si sottolinea con forza il grande principio della Dottrina Sociale della Chiesa rappresentato dalla destinazione universale dei beni e della funzione sociale della propriet\u00e0 privata.<br \/>PAOLO VI: POPULORUM PROGRESSIO &#8211; 1967<br \/>Con questa enciclica Paolo VI d\u00e0 voce a tutti i popoli del mondo afflitti dalla povert\u00e0, nel segno della fratellanza umana. Si distingue tra crescita e sviluppo, affermando che la crescita \u00e8 un concetto meramente quantitativo che riguarda le ricchezze materiali, mentre lo sviluppo ha al centro l\u2019uomo con i suoi valori di libert\u00e0, responsabilit\u00e0, dignit\u00e0, creativit\u00e0. Lo sviluppo va coniugato con il bene comune, di tutti e di ciascuno. Nessuno deve essere escluso dai processi di sviluppo, perch\u00e9 tutti siamo fratelli. Una politica internazionale coordinata e volta verso l\u2019obiettivo della pace e dello sviluppo \u00e8 resa pi\u00f9 che mai necessaria dalla globalizzazione dei problemi. L\u2019interdipendenza tra gli uomini e tra le Nazioni acquista una dimensione morale e determina le relazioni sotto economiche, culturali, politiche e religiose.<br \/>PAOLO VI: OCTOGESIMA ADVENIENS &#8211; 1971<br \/>All\u2019inizio degli anni settanta, in clima turbolento di contestazione ideologica, Paolo VI aggiorna l\u2019insegnamento sociale di Leone XIII, in occasione dell\u2019ottantesimo anniversario della Rerum novarum. Il Papa riflette sulla societ\u00e0 post-industriale con tutti i suoi complessi problemi, rivelando l\u2019insufficienza delle ideologie a rispondere a tali sfide: l\u2019urbanizzazione, la condizione giovanile, la situazione della donna, la disoccupazione, le discriminazioni, l\u2019emigrazione, il problema demografico, l\u2019influsso dei mezzi di comunicazione sociale, l\u2019ambiente naturale<br \/>GIOVANNI PAOLO II: LABOREM EXERCENS &#8211; 1981<br \/>In questa enciclica si introduce una importante distinzione tra lavoro oggettivo e lavoro soggettivo. Il lavoro oggettivo \u00e8 quello che viene trattato sul mercato in relazione ai processi di produzione e di distribuzione della ricchezza. Il lavoro soggettivo riguarda invece l\u2019uomo e la sua missione nel Creato. In questo senso il lavoro \u00e8 superiore al capitale ed \u00e8 strumento di salvezza di tutti gli uomini su questa terra. Il lavoro in senso soggettivo rappresenta una risposta alla divisione e alla specializzazione del lavoro (taylorismo) avvenute a partire dalla prima rivoluzione industriale. La divisione oggettiva del lavoro sul piano dell\u2019organizzazione produttiva porta alla divisione dell\u2019uomo ed \u00e8 contraria alla visione soggettiva del lavoro. Giovanni Paolo II mette in guardia dai gravi rischi dell\u2019economicismo in cui tutto viene ridotto alla mera sfera economica, tralasciando tutti gli altri valori e, in particolare, quelli spirituali. La separazione dell\u2019etica dall\u2019economia produce gravissimi danni perch\u00e9 viene negato il valore del bene comune.<br \/>GIOVANNI PAOLO II: SOLLICITUDO REI SOCIALIS &#8211; 1987<br \/>Con questa grande enciclica sociale Giovanni Paolo II si propone di affermare il valore universale della libert\u00e0 e di dare risposte alla cosiddetta teologia della liberazione, che si richiama alla povert\u00e0 francescana, condannando altres\u00ec la presenza nel mondo di sistemi totalitari. Viene esaltata la libert\u00e0 di intraprendere e condannati i sistemi che decidono dall\u2019alto i destini degli uomini, con apparati burocratici che soffocano la creativit\u00e0 e appiattiscono le coscienze. <br \/>GIOVANNI PAOLO II: CENTESIMUS ANNUS &#8211; 1991<br \/>Con la Sollicitudo rei socialis e la Centesimus annus si sposta prima e si rafforza poi l\u2019attenzione del pensiero sociale della Chiesa dalla distribuzione alla produzione della ricchezza, dove giocano un ruolo cruciale gli imprenditori come attori fondamentali dello sviluppo per il bene comune<br \/>Giovanni Paolo II preferisce questa definizione rispetto a quella di economia di mercato e di economia capitalista. L\u2019impresa \u00e8 una comunit\u00e0 di persone in cui l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019imprenditore non viene esercitata come mero potere ma come servizio per lo sviluppo e la costruzione del bene comune. Si afferma la liceit\u00e0 e l\u2019efficienza del profitto: un\u2019azienda pu\u00f2 avere i conti in ordine e contemporaneamente umiliare la dignit\u00e0 della persona umana, che deve invece rimanere al centro dei processi si sviluppo con i suoi valori di libert\u00e0, responsabilit\u00e0, dignit\u00e0, creativit\u00e0. Vengono anche enucleati i tre grandi pilastri dello sviluppo: il Mercato, lo Stato, la Societ\u00e0 Civile, fonte dello sviluppo per il bene comune, con l\u2019insostituibile valore della sussidiariet\u00e0 e della solidariet\u00e0, mirando alla sua globalizzazione. I due valori devono procedere insieme perch\u00e9 la solidariet\u00e0 senza la sussidiariet\u00e0 genera appiattimento e scarsa propensione ad intraprendere per lo sviluppo e la costruzione del bene comune. D\u2019altra parte, la sussidiariet\u00e0 senza la solidariet\u00e0 genera egoismo localistico e scarsa attenzione alle necessit\u00e0 dei nostri fratelli. <br \/>BENEDETTO XVI: CARITAS IN VERITATE &#8211; 2009<br \/>Benedetto XVI con la grande enciclica sociale Caritas in veritate porta avanti e sviluppa il pensiero di Giovanni Paolo II, consolidando la svolta della Dottrina Sociale della Chiesa, dopo la fase fondativa della Rerum novarum. Benedetto XVI parla di vocazione allo sviluppo, evidenziandone il valore trascendente e teologico. Nella Caritas in veritate l\u2019impresa, l\u2019imprenditore, l\u2019imprenditorialit\u00e0 vengono spesso citati, come pure il lavoro come vocazione, al di l\u00e0 degli aspetti quantitativi. Non poteva essere diverso da chi si \u00e8 chiamato con il nome del Santo innovatore, con la massima:\u201dora et labora\u201d. Esiste una grande consonanza tra la Caritas in veritate e la Sollicitudo rei socialis attraverso le categorie della Dottrina Sociale della Chiesa: sviluppo, solidariet\u00e0, sussidiariet\u00e0, destinazione universale dei beni, bene comune, globalizzazione. Benedetto XVI nella Caritas in veritate parla esplicitamente della Responsabilit\u00e0 Sociale dell\u2019Impresa (RSI) e di etica in campo economico, talvolta abusando di tali termini. Una responsabilit\u00e0 che riguarda non solamente gli azionisti, ma anche i dipendenti, la risorsa pi\u00f9 preziosa per la sostenibilit\u00e0 dell\u2019impresa nel lungo periodo, le comunit\u00e0 locali, le istituzioni locali, i clienti, i fornitori, le generazioni future, l\u2019ambiente. La Caritas in veritate ci dice anche che si attenuano nel mondo di oggi la differenze tra imprese profit e non profit. Infatti, il principio dell\u2019efficienza in economia (la scienza triste) le accomuna perch\u00e9 l\u2019approccio imprenditoriale deve valere in tutti i casi. Secondo Benedetto XVI, mercato e Stato non sono in grado da soli di assicurare il bene comune. Occorre una componente di gratuit\u00e0 e di dono che caratterizza grande parte del terzo settore di cui poco si parla nel nostro Paese. Un ultimo importante aspetto della Caritas in veritate riguarda l\u2019attenzione allo sviluppo dei popoli e alla tecnica. Benedetto XVI dedica a questo tema un intero capitolo, nel quale si legge che \u201cIl problema dello sviluppo \u00e8 strettamente congiunto al progresso tecnologico, con le sue strabilianti applicazioni in campo biologico. La tecnica \u00e8 un fatto profondamente umano, legato all\u2019autonomia e alla libert\u00e0 dell\u2019uomo., che non deve far mai tornare fame e schiavit\u00f9. Nella tecnica si esprime e si conferma la signoria dello spirito sulla materia\u201d. Ma la ragione, cio\u00e8 la scienza e la tecnica, non pu\u00f2 essere disgiunta dalla fede, e devono volare insieme per portare l\u2019uomo verso la verit\u00e0 che ci rende liberi. La ragione senza la fede \u00e8 destinata a perdersi nell\u2019illusione della propria onnipotenza. Verit\u00e0 e Carit\u00e0 possono solo essere donate da Dio, che \u00e8 Verit\u00e0 e non prodotte dall\u2019uomo, se non con l\u2019attenzione alla povert\u00e0, frutto della Carit\u00e0. Fin qui la sintesi della fonte \u201cVatican news\u201d e del link all\u2019articolo completo. Ma c\u2019 \u00e8 un altro testo sull\u2019enciclica che suggerisco: \u201c Commento alla Caritas in Veritate ,vedi:<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.edizionilavoro.it\/catalogo\/strenne\/commento-alla-caritas-in-veritate\">https:\/\/www.edizionilavoro.it\/catalogo\/strenne\/commento-alla-caritas-in-veritate<\/a><\/p><p>con saggi di eminenti personaggi, tra cui Stefano Zamagni, detto \u201cIl professore\u201d, docente di Economia Politica all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, ex Presidente dell\u2019Agenzia del Terzo Settore, e noto a tutte le Organizzazioni di Volontariato, come Risorsa<\/p><p>PAPA FRANCESCO \u2013 LAUDATO SI\u2019 \u2013 GIUGNO 2015<br \/>Il titolo \u00e8 tratto dal \u201cCantico delle creature\u201d di San Francesco: \u201cLaudato si\u2019, mi Signore per sora nostra matre Terra\u2026\u201d. Nei sei capitoli dell\u2019Enciclica, il Papa evidenzia che la nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede una \u201cconversione ecologica\u201d, affinch\u00e9 l\u2019uomo si assuma la responsabilit\u00e0 di un impegno per \u201cla cura della casa comune\u201d. Impegno che include anche lo sradicamento della miseria, l\u2019attenzione per i poveri, l\u2019accesso per tutti, alle risorse del Pianeta, come lo sono l\u2019acqua, la biodiversit\u00e0, eliminando lo \u201cscarto\u201d, l\u2019inquinamento e il consumismo esasperato, riducendo la dipendenza da fonti non rinnovabili e il divario, rispetto a questi temi, tra il Nord e il Sud del mondo. Infatti esiste una responsabilit\u00e0 nei confronti del Creato, eredit\u00e0 comune da conservare, non subordinabile alla propriet\u00e0 privata, che ha comunque una funzione sociale. Pur riconoscendo i benefici del progresso tecnologico per lo sviluppo sostenibile, l\u2019enciclica mette in guardia dalla tecnocrazia antropocentrica che d\u00e0 \u201ca coloro che detengono la conoscenza ed il potere economico di sfruttarla, un dominio impressionante sul mondo intero\u201d. Ne deriva una logica che porta, ad esempio, a sfruttare i bambini, ad abbandonare gli anziani, a ridurre altri in schiavit\u00f9, a sopravvalutare la capacit\u00e0 del mercato di autoregolarsi, a praticare la tratta di esseri umani . \u00c8 la stessa logica di molte mafie, dei trafficanti di organi, del narcotraffico. Di fronte a tutto questo, occorre una \u201ccoraggiosa rivoluzione culturale\u201d che mantenga in primo piano il valore delle relazioni tra le persone. Quindi, il Papa ribadisce la necessit\u00e0 di difendere il lavoro: tutti devono potervi accedere, perch\u00e9 esso \u201c\u00e8 parte del senso della vita su questa terra\u201d. \u201cRinunciare ad investire sulle persone in nome di un profitto immediato \u00e8 un pessimo affare per la societ\u00e0\u201d, afferma il Pontefice. Quanto agli OGM, il Papa ne mette in luce, da una parte, il contributo alla soluzione di problemi economici, ma dall\u2019altra le difficolt\u00e0 legate alla \u201cconcentrazione di terre produttive nelle mani di pochi\u201d, e poi: \u201cNon ci sono due crisi separate, una ambientale ed un\u2019altra sociale \u2013 scrive il Papa \u2013 bens\u00ec una sola e complessa crisi socio-ambientale\u201d. L\u2019ecologia integrale \u201c\u00e8 inseparabile dalla nozione di bene comune\u201d e ci\u00f2 implica il compiere scelte solidali sulla base di \u201cuna opzione preferenziale per i pi\u00f9 poveri\u201d. Ma significa anche aver cura delle \u201c \u201cricchezze culturali dell\u2019umanit\u00e0\u201d, come ad esempio dell\u2019ambiente urbano, per migliorare la qualit\u00e0 della vita umana negli spazi pubblici, nelle abitazioni, nei trasporti. Cosa possiamo e dobbiamo fare, dunque? chiede Francesco: i vertici mondiali sull\u2019ambiente hanno deluso le aspettative per mancanza di decisione politica.<br \/>E la risposta \u00e8 \u201cdialogare ed agire\u201d con una governance globale che si occupi dei beni comuni, specialmente quelli dei Paesi pi\u00f9 bisognosi di sviluppo, contro un \u201cdominio assoluto della finanza , cos\u00ec come contro la corruzione in tutti i campi. La politica e l\u2019economia devono uscire dalla logica di corto respiro, focalizzata sul profitto e sul successo elettorale a breve termine. Ci\u00f2 che occorre, in sostanza, \u00e8 \u201cuna nuova economia pi\u00f9 attenta ai principi etici\u201d, una \u201cnuova regolamentazione dell\u2019attivit\u00e0 finanziaria speculativa\u201d, un ritmo di produzione e di consumo pi\u00f9 lento, cos\u00ec da \u201cridefinire il progresso\u201d, legandolo al \u201cmiglioramento della qualit\u00e0 della vita delle persone\u201d. Educazione e formazione restano dunque, le sfide centrali da affrontare. Di qui, il richiamo a \u201cpuntare su un altro stile di vita\u201d perch\u00e9 \u201cnon tutto \u00e8 perduto\u201d e \u201cl\u2019umanit\u00e0 ha ancora la capacit\u00e0 di collaborare per costruire la nostra casa comune\u201d. \u201cLa felicit\u00e0 richiede di saper limitare, con sobriet\u00e0, quelle necessit\u00e0 che ci stordiscono\u201d, senza togliere gioia e speranza<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la disamina della \u201cRerum Novarum\u201d, di seguito una breve sintesi di tutte le altre encicliche sociali dei Papi fino ai giorni nostri, ciascuna con un preciso concetto chiave, riconducibile al mondo del lavoro, su un testo prodotto dall\u2019UCID, unione fondata nel 1947, da persone legate dalla stessa fede e dalla comune responsabilit\u00e0 imprenditoriale nell&#8217;ambito delle aziende e delle professioni. per la realizzazione del bene comune. La sintesi, del 2014, non comprendeva la \u201cLaudato s\u00ec\u201d, non ancora scritta all\u2019epoca e che aggiungiamo, sulla base di un testo di Isabella PiroFonti: Ucid.it \u2013 Unione cristiana imprenditori dirigenti \u2013 ottobre 2014Vaticannews.it \u2013 maggio 2018 Link agli articoli completi: https:\/\/ucid.it\/blog\/2014\/10\/29\/dieci-encicliche-sociali-dalla-rerum-novarum-alla-caritas-in-veritate\/ https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2018-05\/papa-francesco-enciclica-laudato-si-ecologia-creato.html Sintesi della redazione Risorsa, a cura di Ferdinando Ciccopiedi &#8211; Vice Presidente Risorsa PIO XI: QUADRAGESIMO ANNO &#8211; 1931Nell\u2019enciclica si afferma che \u00e8 un grave errore la separazione tra etica ed economia. Viene introdotto il principio di sussidiariet\u00e0 tra enti superiori e inferiori e viene condannata la concentrazione della ricchezza in poche mani ai tempi della grande crisi del 1929. Riportiamo solo un passo dell\u2019enciclica, che sembra molto attuale: \u201cCi\u00f2 che ferisce gli occhi \u00e8 che ai nostri tempi non vi \u00e8 solo concentrazione della ricchezza, ma l\u2019accumularsi altres\u00ec di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell\u2019economia in mano a pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi per\u00f2 dispongono a loro piacimento\u201d.GIOVANNI XXIII: MATER ET MAGISTRA &#8211; 1961Con Giovanni XXIII si introduce il principio fondamentale che la Dottrina Sociale della Chiesa \u00e8 rivolta a tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Gli anni sessanta aprono orizzonti promettenti: la ripresa dopo le devastazioni della guerra, l\u2019inizio della decolonizzazione, i primi timidi segnali di un disgelo nei rapporti tra i blocchi, americano e sovietico. 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Si sottolinea con forza il grande principio della Dottrina Sociale della Chiesa rappresentato dalla destinazione universale dei beni e della funzione sociale della propriet\u00e0 privata.PAOLO VI: POPULORUM PROGRESSIO &#8211; 1967Con questa enciclica Paolo VI d\u00e0 voce a tutti i popoli del mondo afflitti dalla povert\u00e0, nel segno della fratellanza umana. Si distingue tra crescita e sviluppo, affermando che la crescita \u00e8 un concetto meramente quantitativo che riguarda le ricchezze materiali, mentre lo sviluppo ha al centro l\u2019uomo con i suoi valori di libert\u00e0, responsabilit\u00e0, dignit\u00e0, creativit\u00e0. Lo sviluppo va coniugato con il bene comune, di tutti e di ciascuno. Nessuno deve essere escluso dai processi di sviluppo, perch\u00e9 tutti siamo fratelli. Una politica internazionale coordinata e volta verso l\u2019obiettivo della pace e dello sviluppo \u00e8 resa pi\u00f9 che mai necessaria dalla globalizzazione dei problemi. L\u2019interdipendenza tra gli uomini e tra le Nazioni acquista una dimensione morale e determina le relazioni sotto economiche, culturali, politiche e religiose.PAOLO VI: OCTOGESIMA ADVENIENS &#8211; 1971All\u2019inizio degli anni settanta, in clima turbolento di contestazione ideologica, Paolo VI aggiorna l\u2019insegnamento sociale di Leone XIII, in occasione dell\u2019ottantesimo anniversario della Rerum novarum. Il Papa riflette sulla societ\u00e0 post-industriale con tutti i suoi complessi problemi, rivelando l\u2019insufficienza delle ideologie a rispondere a tali sfide: l\u2019urbanizzazione, la condizione giovanile, la situazione della donna, la disoccupazione, le discriminazioni, l\u2019emigrazione, il problema demografico, l\u2019influsso dei mezzi di comunicazione sociale, l\u2019ambiente naturaleGIOVANNI PAOLO II: LABOREM EXERCENS &#8211; 1981In questa enciclica si introduce una importante distinzione tra lavoro oggettivo e lavoro soggettivo. Il lavoro oggettivo \u00e8 quello che viene trattato sul mercato in relazione ai processi di produzione e di distribuzione della ricchezza. Il lavoro soggettivo riguarda invece l\u2019uomo e la sua missione nel Creato. In questo senso il lavoro \u00e8 superiore al capitale ed \u00e8 strumento di salvezza di tutti gli uomini su questa terra. Il lavoro in senso soggettivo rappresenta una risposta alla divisione e alla specializzazione del lavoro (taylorismo) avvenute a partire dalla prima rivoluzione industriale. La divisione oggettiva del lavoro sul piano dell\u2019organizzazione produttiva porta alla divisione dell\u2019uomo ed \u00e8 contraria alla visione soggettiva del lavoro. Giovanni Paolo II mette in guardia dai gravi rischi dell\u2019economicismo in cui tutto viene ridotto alla mera sfera economica, tralasciando tutti gli altri valori e, in particolare, quelli spirituali. La separazione dell\u2019etica dall\u2019economia produce gravissimi danni perch\u00e9 viene negato il valore del bene comune.GIOVANNI PAOLO II: SOLLICITUDO REI SOCIALIS &#8211; 1987Con questa grande enciclica sociale Giovanni Paolo II si propone di affermare il valore universale della libert\u00e0 e di dare risposte alla cosiddetta teologia della liberazione, che si richiama alla povert\u00e0 francescana, condannando altres\u00ec la presenza nel mondo di sistemi totalitari. Viene esaltata la libert\u00e0 di intraprendere e condannati i sistemi che decidono dall\u2019alto i destini degli uomini, con apparati burocratici che soffocano la creativit\u00e0 e appiattiscono le coscienze. GIOVANNI PAOLO II: CENTESIMUS ANNUS &#8211; 1991Con la Sollicitudo rei socialis e la Centesimus annus si sposta prima e si rafforza poi l\u2019attenzione del pensiero sociale della Chiesa dalla distribuzione alla produzione della ricchezza, dove giocano un ruolo cruciale gli imprenditori come attori fondamentali dello sviluppo per il bene comuneGiovanni Paolo II preferisce questa definizione rispetto a quella di economia di mercato e di economia capitalista. L\u2019impresa \u00e8 una comunit\u00e0 di persone in cui l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019imprenditore non viene esercitata come mero potere ma come servizio per lo sviluppo e la costruzione del bene comune. Si afferma la liceit\u00e0 e l\u2019efficienza del profitto: un\u2019azienda pu\u00f2 avere i conti in ordine e contemporaneamente umiliare la dignit\u00e0 della persona umana, che deve invece rimanere al centro dei processi si sviluppo con i suoi<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1890,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21,17],"tags":[],"class_list":["post-2215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-buone-prassi-csr","category-lavoroeconomia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>MONDO DEL LAVORO ED ENCICLICHE SOCIALI - PARTE II\u00b0 - Risorsa mobbing<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/08\/11\/mondo-del-lavoro-ed-encicliche-sociali-parte-ii\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"MONDO DEL LAVORO ED ENCICLICHE SOCIALI - PARTE II\u00b0 - Risorsa mobbing\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Dopo la disamina della \u201cRerum Novarum\u201d, di seguito una breve sintesi di tutte le altre encicliche sociali dei Papi fino ai giorni nostri, ciascuna con un preciso concetto chiave, riconducibile al mondo del lavoro, su un testo prodotto dall\u2019UCID, unione fondata nel 1947, da persone legate dalla stessa fede e dalla comune responsabilit\u00e0 imprenditoriale nell&#8217;ambito delle aziende e delle professioni. per la realizzazione del bene comune. La sintesi, del 2014, non comprendeva la \u201cLaudato s\u00ec\u201d, non ancora scritta all\u2019epoca e che aggiungiamo, sulla base di un testo di Isabella PiroFonti: Ucid.it \u2013 Unione cristiana imprenditori dirigenti \u2013 ottobre 2014Vaticannews.it \u2013 maggio 2018 Link agli articoli completi: https:\/\/ucid.it\/blog\/2014\/10\/29\/dieci-encicliche-sociali-dalla-rerum-novarum-alla-caritas-in-veritate\/ https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2018-05\/papa-francesco-enciclica-laudato-si-ecologia-creato.html Sintesi della redazione Risorsa, a cura di Ferdinando Ciccopiedi &#8211; Vice Presidente Risorsa PIO XI: QUADRAGESIMO ANNO &#8211; 1931Nell\u2019enciclica si afferma che \u00e8 un grave errore la separazione tra etica ed economia. Viene introdotto il principio di sussidiariet\u00e0 tra enti superiori e inferiori e viene condannata la concentrazione della ricchezza in poche mani ai tempi della grande crisi del 1929. Riportiamo solo un passo dell\u2019enciclica, che sembra molto attuale: \u201cCi\u00f2 che ferisce gli occhi \u00e8 che ai nostri tempi non vi \u00e8 solo concentrazione della ricchezza, ma l\u2019accumularsi altres\u00ec di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell\u2019economia in mano a pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi per\u00f2 dispongono a loro piacimento\u201d.GIOVANNI XXIII: MATER ET MAGISTRA &#8211; 1961Con Giovanni XXIII si introduce il principio fondamentale che la Dottrina Sociale della Chiesa \u00e8 rivolta a tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Gli anni sessanta aprono orizzonti promettenti: la ripresa dopo le devastazioni della guerra, l\u2019inizio della decolonizzazione, i primi timidi segnali di un disgelo nei rapporti tra i blocchi, americano e sovietico. La questione sociale si sta universalizzando e coinvolge tutti i Paesi: accanto alla questione operaia e alla rivoluzione industriale, si delineano tra l\u2019altro i problemi delle aree in via di sviluppo, del problema demografico e quelli relativi alla necessit\u00e0 di una cooperazione economica mondialeGIOVANNI XXIII: PACEM IN TERRIS &#8211; 1963Con questa enciclica Giovanni XXIII mette in evidenza, oltre al tema della pace, in un\u2019epoca segnata dalla proliferazione nucleare, una prima approfondita riflessione della Chiesa sui diritti. Essa prosegue e completa il discorso della Mater et magistra e sottolinea l\u2019importanza della collaborazione tra tutti. E\u2019 compito di tutti gli uomini di buona volont\u00e0 ricomporre i rapporti della convivenza nella verit\u00e0, nella giustizia, nell\u2019amore, nella libert\u00e0. Si sottolinea con forza il grande principio della Dottrina Sociale della Chiesa rappresentato dalla destinazione universale dei beni e della funzione sociale della propriet\u00e0 privata.PAOLO VI: POPULORUM PROGRESSIO &#8211; 1967Con questa enciclica Paolo VI d\u00e0 voce a tutti i popoli del mondo afflitti dalla povert\u00e0, nel segno della fratellanza umana. Si distingue tra crescita e sviluppo, affermando che la crescita \u00e8 un concetto meramente quantitativo che riguarda le ricchezze materiali, mentre lo sviluppo ha al centro l\u2019uomo con i suoi valori di libert\u00e0, responsabilit\u00e0, dignit\u00e0, creativit\u00e0. Lo sviluppo va coniugato con il bene comune, di tutti e di ciascuno. Nessuno deve essere escluso dai processi di sviluppo, perch\u00e9 tutti siamo fratelli. Una politica internazionale coordinata e volta verso l\u2019obiettivo della pace e dello sviluppo \u00e8 resa pi\u00f9 che mai necessaria dalla globalizzazione dei problemi. L\u2019interdipendenza tra gli uomini e tra le Nazioni acquista una dimensione morale e determina le relazioni sotto economiche, culturali, politiche e religiose.PAOLO VI: OCTOGESIMA ADVENIENS &#8211; 1971All\u2019inizio degli anni settanta, in clima turbolento di contestazione ideologica, Paolo VI aggiorna l\u2019insegnamento sociale di Leone XIII, in occasione dell\u2019ottantesimo anniversario della Rerum novarum. Il Papa riflette sulla societ\u00e0 post-industriale con tutti i suoi complessi problemi, rivelando l\u2019insufficienza delle ideologie a rispondere a tali sfide: l\u2019urbanizzazione, la condizione giovanile, la situazione della donna, la disoccupazione, le discriminazioni, l\u2019emigrazione, il problema demografico, l\u2019influsso dei mezzi di comunicazione sociale, l\u2019ambiente naturaleGIOVANNI PAOLO II: LABOREM EXERCENS &#8211; 1981In questa enciclica si introduce una importante distinzione tra lavoro oggettivo e lavoro soggettivo. Il lavoro oggettivo \u00e8 quello che viene trattato sul mercato in relazione ai processi di produzione e di distribuzione della ricchezza. Il lavoro soggettivo riguarda invece l\u2019uomo e la sua missione nel Creato. In questo senso il lavoro \u00e8 superiore al capitale ed \u00e8 strumento di salvezza di tutti gli uomini su questa terra. Il lavoro in senso soggettivo rappresenta una risposta alla divisione e alla specializzazione del lavoro (taylorismo) avvenute a partire dalla prima rivoluzione industriale. La divisione oggettiva del lavoro sul piano dell\u2019organizzazione produttiva porta alla divisione dell\u2019uomo ed \u00e8 contraria alla visione soggettiva del lavoro. Giovanni Paolo II mette in guardia dai gravi rischi dell\u2019economicismo in cui tutto viene ridotto alla mera sfera economica, tralasciando tutti gli altri valori e, in particolare, quelli spirituali. La separazione dell\u2019etica dall\u2019economia produce gravissimi danni perch\u00e9 viene negato il valore del bene comune.GIOVANNI PAOLO II: SOLLICITUDO REI SOCIALIS &#8211; 1987Con questa grande enciclica sociale Giovanni Paolo II si propone di affermare il valore universale della libert\u00e0 e di dare risposte alla cosiddetta teologia della liberazione, che si richiama alla povert\u00e0 francescana, condannando altres\u00ec la presenza nel mondo di sistemi totalitari. Viene esaltata la libert\u00e0 di intraprendere e condannati i sistemi che decidono dall\u2019alto i destini degli uomini, con apparati burocratici che soffocano la creativit\u00e0 e appiattiscono le coscienze. GIOVANNI PAOLO II: CENTESIMUS ANNUS &#8211; 1991Con la Sollicitudo rei socialis e la Centesimus annus si sposta prima e si rafforza poi l\u2019attenzione del pensiero sociale della Chiesa dalla distribuzione alla produzione della ricchezza, dove giocano un ruolo cruciale gli imprenditori come attori fondamentali dello sviluppo per il bene comuneGiovanni Paolo II preferisce questa definizione rispetto a quella di economia di mercato e di economia capitalista. L\u2019impresa \u00e8 una comunit\u00e0 di persone in cui l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019imprenditore non viene esercitata come mero potere ma come servizio per lo sviluppo e la costruzione del bene comune. 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Riportiamo solo un passo dell\u2019enciclica, che sembra molto attuale: \u201cCi\u00f2 che ferisce gli occhi \u00e8 che ai nostri tempi non vi \u00e8 solo concentrazione della ricchezza, ma l\u2019accumularsi altres\u00ec di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell\u2019economia in mano a pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi per\u00f2 dispongono a loro piacimento\u201d.GIOVANNI XXIII: MATER ET MAGISTRA &#8211; 1961Con Giovanni XXIII si introduce il principio fondamentale che la Dottrina Sociale della Chiesa \u00e8 rivolta a tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Gli anni sessanta aprono orizzonti promettenti: la ripresa dopo le devastazioni della guerra, l\u2019inizio della decolonizzazione, i primi timidi segnali di un disgelo nei rapporti tra i blocchi, americano e sovietico. La questione sociale si sta universalizzando e coinvolge tutti i Paesi: accanto alla questione operaia e alla rivoluzione industriale, si delineano tra l\u2019altro i problemi delle aree in via di sviluppo, del problema demografico e quelli relativi alla necessit\u00e0 di una cooperazione economica mondialeGIOVANNI XXIII: PACEM IN TERRIS &#8211; 1963Con questa enciclica Giovanni XXIII mette in evidenza, oltre al tema della pace, in un\u2019epoca segnata dalla proliferazione nucleare, una prima approfondita riflessione della Chiesa sui diritti. Essa prosegue e completa il discorso della Mater et magistra e sottolinea l\u2019importanza della collaborazione tra tutti. E\u2019 compito di tutti gli uomini di buona volont\u00e0 ricomporre i rapporti della convivenza nella verit\u00e0, nella giustizia, nell\u2019amore, nella libert\u00e0. Si sottolinea con forza il grande principio della Dottrina Sociale della Chiesa rappresentato dalla destinazione universale dei beni e della funzione sociale della propriet\u00e0 privata.PAOLO VI: POPULORUM PROGRESSIO &#8211; 1967Con questa enciclica Paolo VI d\u00e0 voce a tutti i popoli del mondo afflitti dalla povert\u00e0, nel segno della fratellanza umana. Si distingue tra crescita e sviluppo, affermando che la crescita \u00e8 un concetto meramente quantitativo che riguarda le ricchezze materiali, mentre lo sviluppo ha al centro l\u2019uomo con i suoi valori di libert\u00e0, responsabilit\u00e0, dignit\u00e0, creativit\u00e0. Lo sviluppo va coniugato con il bene comune, di tutti e di ciascuno. Nessuno deve essere escluso dai processi di sviluppo, perch\u00e9 tutti siamo fratelli. Una politica internazionale coordinata e volta verso l\u2019obiettivo della pace e dello sviluppo \u00e8 resa pi\u00f9 che mai necessaria dalla globalizzazione dei problemi. 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La separazione dell\u2019etica dall\u2019economia produce gravissimi danni perch\u00e9 viene negato il valore del bene comune.GIOVANNI PAOLO II: SOLLICITUDO REI SOCIALIS &#8211; 1987Con questa grande enciclica sociale Giovanni Paolo II si propone di affermare il valore universale della libert\u00e0 e di dare risposte alla cosiddetta teologia della liberazione, che si richiama alla povert\u00e0 francescana, condannando altres\u00ec la presenza nel mondo di sistemi totalitari. Viene esaltata la libert\u00e0 di intraprendere e condannati i sistemi che decidono dall\u2019alto i destini degli uomini, con apparati burocratici che soffocano la creativit\u00e0 e appiattiscono le coscienze. GIOVANNI PAOLO II: CENTESIMUS ANNUS &#8211; 1991Con la Sollicitudo rei socialis e la Centesimus annus si sposta prima e si rafforza poi l\u2019attenzione del pensiero sociale della Chiesa dalla distribuzione alla produzione della ricchezza, dove giocano un ruolo cruciale gli imprenditori come attori fondamentali dello sviluppo per il bene comuneGiovanni Paolo II preferisce questa definizione rispetto a quella di economia di mercato e di economia capitalista. L\u2019impresa \u00e8 una comunit\u00e0 di persone in cui l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019imprenditore non viene esercitata come mero potere ma come servizio per lo sviluppo e la costruzione del bene comune. Si afferma la liceit\u00e0 e l\u2019efficienza del profitto: un\u2019azienda pu\u00f2 avere i conti in ordine e contemporaneamente umiliare la dignit\u00e0 della persona umana, che deve invece rimanere al centro dei processi si sviluppo con i suoi","og_url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/08\/11\/mondo-del-lavoro-ed-encicliche-sociali-parte-ii\/","og_site_name":"Risorsa mobbing","article_published_time":"2025-08-11T14:44:57+00:00","article_modified_time":"2025-08-17T09:54:41+00:00","og_image":[{"width":1792,"height":1024,"url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/buone-prassi-2.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Ferdinando Ciccopiedi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Ferdinando Ciccopiedi","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/08\/11\/mondo-del-lavoro-ed-encicliche-sociali-parte-ii\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/08\/11\/mondo-del-lavoro-ed-encicliche-sociali-parte-ii\/"},"author":{"name":"Ferdinando Ciccopiedi","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/#\/schema\/person\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6"},"headline":"MONDO DEL LAVORO ED ENCICLICHE SOCIALI &#8211; 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