{"id":2033,"date":"2025-05-29T13:53:51","date_gmt":"2025-05-29T13:53:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/?p=2033"},"modified":"2025-06-09T17:07:42","modified_gmt":"2025-06-09T17:07:42","slug":"la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/29\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\/","title":{"rendered":"LA LEADERSHIP DEI DOVERI\u00a0 &#8211; SAGGIO DI TIZIANA RUBANO SUL PENSIERO DI SIMONE WEIL"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2033\" class=\"elementor elementor-2033\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-83c6132 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"83c6132\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-db2194b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"db2194b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Ho un\u2019amica che fa la formatrice e consulente aziendale nell\u2019ambito delle risorse umane: \u00e8 lei l\u2019autrice di questo saggio, che ha come sottotitolo: \u201cIl pensiero di Simone Weil per la cura delle organizzazioni contemporanee\u201d. Quello di Simone Weil \u00e8 un pensiero tra i pi\u00f9 radicali del \u2018900 e a me, \u201c ha aperto un mondo\u2026\u201d utile nella quotidianit\u00e0 in cui opero a favore dell\u2019associazione Risorsa per la prevenzione del disagio lavorativo. Per questo ho partecipato alla presentazione del 26 maggio, presso la prestigiosa sede del Circolo dei Lettori di Torino.<\/p><p>Infatti la pensatrice francese, a lungo inascoltata, ha cambiato un paradigma ancora oggi diffuso, cio\u00e8 che nella societ\u00e0 moderna si parli di \u201cdiritti\u201d e non di \u201cdoveri\u201d. Non \u00e8 che i diritti siano da dimenticare, ma, per lei, l\u2019individuo ha un obbligo morale verso tutti gli altri intesi come persone e ci\u00f2 vale anche nelle dinamiche del lavoro, ove spesso i datori di lavoro vengono contrapposti ai prestatori d\u2019opera, mentre invece gli uni e gli altri hanno reciprocamente dei doveri. \u00a0E\u2019 come se Risorsa \u2013 associazione di volontariato iscritta nei registri nel settore \u201ctutela dei diritti civili\u201d dovesse essere a tutela dei \u201cdoveri civili\u201d. Simone Weil nasce culturalmente come filosofa e per questo la sua proposta viene kantianamente definita come un \u201cimperativo categorico\u2026 in gonnella\u201d. Insieme a Tiziana, c\u2019era un\u2019altra mia amica, che con Risorsa ha collaborato per il sostegno psicologico alle vittime di mobbing: la sociologa Elena Fabris. La loro presentazione ha avuto un \u201cincipit\u201d quanto meno inusuale: anzich\u00e9 dai soliti ringraziamenti si \u00e8 partiti da una \u201clettura\u201d fatta da un\u2019 attrice e da un attore teatrale dell\u2019associazione Artemuda, operante presso \u00a0Sabir, Centro polivalente della Circoscrizione 1, di cui anche Risorsa fa parte. Siamo infatti convinti che la rete tra associazioni sia un modo per dare un ricambio generazionale ad un gruppo di volontari affetti da \u201cingravescente aetate\u201d \u00a0La lettura di alcuni concetti, anche in lingua francese, in omaggio alla lingua di Simone Weil, ha stimolato nei presenti alcune riflessioni sul mondo del lavoro di oggi che hanno poi espresso nelle loro domande. Queste, contrariamente a quanto avviene e su sollecitazione dell\u2019autrice del saggio, sono state fatte a met\u00e0 della presentazione e non alla fine, magari quando alcuni spettatori se ne sono gi\u00e0 andati\u2026 Detto questo, riportiamo solo alcuni degli spunti emersi durante la presentazione. Innanzitutto, la vita di Simone Weil, nata nel 1909 e morta nel 1943, a soli 34 anni: scopriamo che era nata da famiglia ebrea e che, oltre a essere filosofa, scrittrice ed educatrice, divenne anche una \u201cmistica\u201d convertendosi al cattolicesimo proprio in virt\u00f9 di un pensiero che si avvicinava\u00a0 ai \u201cbisogni dell\u2019anima\u201d. La missione che si era posta era di \u201ceducare\u201d non solo gli individui, ma anche le organizzazioni e le nazioni al\u00a0 bene comune. L\u2019interesse per il destino dell\u2019uomo diede luogo alla sua opera pi\u00f9 famosa: \u201cLa prima radice\u201d. Ma, per non sembrare\u00a0 un professore in cattedra, e anche per mettere in pratica le letture di Marx,\u00a0 decise di farsi assumere in una grande fabbrica, per essere vicina agli operai, in un lavoro di cura in un periodo in cui l\u2019operaio era un \u201coppresso\u201d e far quindi\u00a0 cambiare le organizzazioni lavorative. Inevitabile, a questo punto\u00a0 dell\u2019esposizione dell\u2019autrice del saggio, il confronto pratico con il lavoro moderno, in cui, ad esempio, la richiesta di velocit\u00e0 \u00e8 una \u201ctrappola cognitiva\u201d che impedisce di approfondire e criticare affermazioni non verificate. Anche lo \u201csmart working\u201d sembra aver lasciato, nel post pandemia, uno sfruttamento in termini di orari, per cui si pretende che i lavoratori siano disponibili\u2026anche la domenica: molti per\u00f2 si creano un senso di colpa se non aderiscono a richieste urgenti o non guardano le e-mail. E\u2019 cos\u00ec che la mancanza di tempo libero ha creato una \u201csociet\u00e0 della stanchezza\u201d. A livello teorico, si pu\u00f2 poi affermare\u00a0 che la famosa piramide di Maslow, ad oggi \u00e8 ferma al soddisfacimento totale dei bisogni primari, parziale a quello dei bisogni di sicurezza e appartenenza, ma \u00e8 ancora lontana dal realizzare, per i singoli individui, i bisogni di appartenenza (es. amicizia), stima (es. realizzazione del s\u00e9 e rispetto reciproco), autorealizzazione (es. moralit\u00e0, responsabilit\u00e0, problem solving, assenza di pregiudizi). Facendo inoltre un riferimento valido anche nel mondo del lavoro circa i rapporti che si stabiliscono tra due persone gerarchicamente in posizioni diverse, ci viene in aiuto, in analisi transazionale, la matrice di Harris che asserisce come solo un rapporto paritario e positivo \u00a0crei una relazione \u201cassertiva\u201d, dove vale la regola che \u201cio\u201d e \u201ctu\u201d ci riconosciamo reciprocamente. Tutte le altre relazioni, negative o, peggio, asimmetriche, creano relazioni \u201cpassive\u201d o \u201caggressive\u201d. E\u2019 questa, secondo me, la condizione in cui si verifica che il superiore \u00e8 il \u201cleader\u201d accettato dall\u2019inferiore gerarchico. Se le aziende fossero consce che solo un ambiente sereno dove si passano almeno 8 ore della giornata crea non solo benessere individuale ma \u00e8 anche profittevole per l\u2019azienda in termini di fidelizzazione del personale e reputazione di immagine, certamente lo perseguirebbero. Questa \u00e8 la conclusione di Tiziana Rubano, che porta il messaggio nelle grandi aziende in cui \u00e8 chiamata come consulente di risorse umane, ricordando che era gi\u00e0 nato con Adriano Olivetti. \u00a0La mia conclusione (forse una utopia), pensando alla mission di Risorsa, \u00e8 che lo stesso messaggio possa essere portato in aziende pi\u00f9 piccole, ossatura dell\u2019industria italiana, magari senza \u201ccodici etici\u201d ma ugualmente con una responsabilit\u00e0 sociale nei confronti dipendenti, dei fornitori\u00a0 e in tutta la filiera del valore, definita come Responsabilit\u00e0 Sociale d\u2019Impresa\u201d. Si tratta di instaurare una \u201ccontaminazione virtuosa\u201d tra il mondo profit e non profit, oggetto di un prossimo progetto di Risorsa, per il quale chieder\u00f2 la collaborazione di Tiziana.\u00a0 E\u2019 cos\u00ec che un \u201cgreen washing\u201d limitato oggi al rispetto dell\u2019ambiente si possa estendere anche alla comunit\u00e0, che \u00e8 poi il fine ultimo del pensiero di Simone Weil\u00a0\u00a0\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p>Sintesi e commenti della redazione Risorsa a cura di Ferdinando Ciccopiedi<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho un\u2019amica che fa la formatrice e consulente aziendale nell\u2019ambito delle risorse umane: \u00e8 lei l\u2019autrice di questo saggio, che ha come sottotitolo: \u201cIl pensiero di Simone Weil per la cura delle organizzazioni contemporanee\u201d. Quello di Simone Weil \u00e8 un pensiero tra i pi\u00f9 radicali del \u2018900 e a me, \u201c ha aperto un mondo\u2026\u201d utile nella quotidianit\u00e0 in cui opero a favore dell\u2019associazione Risorsa per la prevenzione del disagio lavorativo. Per questo ho partecipato alla presentazione del 26 maggio, presso la prestigiosa sede del Circolo dei Lettori di Torino. Infatti la pensatrice francese, a lungo inascoltata, ha cambiato un paradigma ancora oggi diffuso, cio\u00e8 che nella societ\u00e0 moderna si parli di \u201cdiritti\u201d e non di \u201cdoveri\u201d. Non \u00e8 che i diritti siano da dimenticare, ma, per lei, l\u2019individuo ha un obbligo morale verso tutti gli altri intesi come persone e ci\u00f2 vale anche nelle dinamiche del lavoro, ove spesso i datori di lavoro vengono contrapposti ai prestatori d\u2019opera, mentre invece gli uni e gli altri hanno reciprocamente dei doveri. \u00a0E\u2019 come se Risorsa \u2013 associazione di volontariato iscritta nei registri nel settore \u201ctutela dei diritti civili\u201d dovesse essere a tutela dei \u201cdoveri civili\u201d. Simone Weil nasce culturalmente come filosofa e per questo la sua proposta viene kantianamente definita come un \u201cimperativo categorico\u2026 in gonnella\u201d. Insieme a Tiziana, c\u2019era un\u2019altra mia amica, che con Risorsa ha collaborato per il sostegno psicologico alle vittime di mobbing: la sociologa Elena Fabris. La loro presentazione ha avuto un \u201cincipit\u201d quanto meno inusuale: anzich\u00e9 dai soliti ringraziamenti si \u00e8 partiti da una \u201clettura\u201d fatta da un\u2019 attrice e da un attore teatrale dell\u2019associazione Artemuda, operante presso \u00a0Sabir, Centro polivalente della Circoscrizione 1, di cui anche Risorsa fa parte. Siamo infatti convinti che la rete tra associazioni sia un modo per dare un ricambio generazionale ad un gruppo di volontari affetti da \u201cingravescente aetate\u201d \u00a0La lettura di alcuni concetti, anche in lingua francese, in omaggio alla lingua di Simone Weil, ha stimolato nei presenti alcune riflessioni sul mondo del lavoro di oggi che hanno poi espresso nelle loro domande. Queste, contrariamente a quanto avviene e su sollecitazione dell\u2019autrice del saggio, sono state fatte a met\u00e0 della presentazione e non alla fine, magari quando alcuni spettatori se ne sono gi\u00e0 andati\u2026 Detto questo, riportiamo solo alcuni degli spunti emersi durante la presentazione. Innanzitutto, la vita di Simone Weil, nata nel 1909 e morta nel 1943, a soli 34 anni: scopriamo che era nata da famiglia ebrea e che, oltre a essere filosofa, scrittrice ed educatrice, divenne anche una \u201cmistica\u201d convertendosi al cattolicesimo proprio in virt\u00f9 di un pensiero che si avvicinava\u00a0 ai \u201cbisogni dell\u2019anima\u201d. La missione che si era posta era di \u201ceducare\u201d non solo gli individui, ma anche le organizzazioni e le nazioni al\u00a0 bene comune. L\u2019interesse per il destino dell\u2019uomo diede luogo alla sua opera pi\u00f9 famosa: \u201cLa prima radice\u201d. Ma, per non sembrare\u00a0 un professore in cattedra, e anche per mettere in pratica le letture di Marx,\u00a0 decise di farsi assumere in una grande fabbrica, per essere vicina agli operai, in un lavoro di cura in un periodo in cui l\u2019operaio era un \u201coppresso\u201d e far quindi\u00a0 cambiare le organizzazioni lavorative. Inevitabile, a questo punto\u00a0 dell\u2019esposizione dell\u2019autrice del saggio, il confronto pratico con il lavoro moderno, in cui, ad esempio, la richiesta di velocit\u00e0 \u00e8 una \u201ctrappola cognitiva\u201d che impedisce di approfondire e criticare affermazioni non verificate. Anche lo \u201csmart working\u201d sembra aver lasciato, nel post pandemia, uno sfruttamento in termini di orari, per cui si pretende che i lavoratori siano disponibili\u2026anche la domenica: molti per\u00f2 si creano un senso di colpa se non aderiscono a richieste urgenti o non guardano le e-mail. E\u2019 cos\u00ec che la mancanza di tempo libero ha creato una \u201csociet\u00e0 della stanchezza\u201d. A livello teorico, si pu\u00f2 poi affermare\u00a0 che la famosa piramide di Maslow, ad oggi \u00e8 ferma al soddisfacimento totale dei bisogni primari, parziale a quello dei bisogni di sicurezza e appartenenza, ma \u00e8 ancora lontana dal realizzare, per i singoli individui, i bisogni di appartenenza (es. amicizia), stima (es. realizzazione del s\u00e9 e rispetto reciproco), autorealizzazione (es. moralit\u00e0, responsabilit\u00e0, problem solving, assenza di pregiudizi). Facendo inoltre un riferimento valido anche nel mondo del lavoro circa i rapporti che si stabiliscono tra due persone gerarchicamente in posizioni diverse, ci viene in aiuto, in analisi transazionale, la matrice di Harris che asserisce come solo un rapporto paritario e positivo \u00a0crei una relazione \u201cassertiva\u201d, dove vale la regola che \u201cio\u201d e \u201ctu\u201d ci riconosciamo reciprocamente. Tutte le altre relazioni, negative o, peggio, asimmetriche, creano relazioni \u201cpassive\u201d o \u201caggressive\u201d. E\u2019 questa, secondo me, la condizione in cui si verifica che il superiore \u00e8 il \u201cleader\u201d accettato dall\u2019inferiore gerarchico. Se le aziende fossero consce che solo un ambiente sereno dove si passano almeno 8 ore della giornata crea non solo benessere individuale ma \u00e8 anche profittevole per l\u2019azienda in termini di fidelizzazione del personale e reputazione di immagine, certamente lo perseguirebbero. Questa \u00e8 la conclusione di Tiziana Rubano, che porta il messaggio nelle grandi aziende in cui \u00e8 chiamata come consulente di risorse umane, ricordando che era gi\u00e0 nato con Adriano Olivetti. \u00a0La mia conclusione (forse una utopia), pensando alla mission di Risorsa, \u00e8 che lo stesso messaggio possa essere portato in aziende pi\u00f9 piccole, ossatura dell\u2019industria italiana, magari senza \u201ccodici etici\u201d ma ugualmente con una responsabilit\u00e0 sociale nei confronti dipendenti, dei fornitori\u00a0 e in tutta la filiera del valore, definita come Responsabilit\u00e0 Sociale d\u2019Impresa\u201d. 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Queste, contrariamente a quanto avviene e su sollecitazione dell\u2019autrice del saggio, sono state fatte a met\u00e0 della presentazione e non alla fine, magari quando alcuni spettatori se ne sono gi\u00e0 andati\u2026 Detto questo, riportiamo solo alcuni degli spunti emersi durante la presentazione. Innanzitutto, la vita di Simone Weil, nata nel 1909 e morta nel 1943, a soli 34 anni: scopriamo che era nata da famiglia ebrea e che, oltre a essere filosofa, scrittrice ed educatrice, divenne anche una \u201cmistica\u201d convertendosi al cattolicesimo proprio in virt\u00f9 di un pensiero che si avvicinava\u00a0 ai \u201cbisogni dell\u2019anima\u201d. La missione che si era posta era di \u201ceducare\u201d non solo gli individui, ma anche le organizzazioni e le nazioni al\u00a0 bene comune. L\u2019interesse per il destino dell\u2019uomo diede luogo alla sua opera pi\u00f9 famosa: \u201cLa prima radice\u201d. 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Facendo inoltre un riferimento valido anche nel mondo del lavoro circa i rapporti che si stabiliscono tra due persone gerarchicamente in posizioni diverse, ci viene in aiuto, in analisi transazionale, la matrice di Harris che asserisce come solo un rapporto paritario e positivo \u00a0crei una relazione \u201cassertiva\u201d, dove vale la regola che \u201cio\u201d e \u201ctu\u201d ci riconosciamo reciprocamente. Tutte le altre relazioni, negative o, peggio, asimmetriche, creano relazioni \u201cpassive\u201d o \u201caggressive\u201d. E\u2019 questa, secondo me, la condizione in cui si verifica che il superiore \u00e8 il \u201cleader\u201d accettato dall\u2019inferiore gerarchico. Se le aziende fossero consce che solo un ambiente sereno dove si passano almeno 8 ore della giornata crea non solo benessere individuale ma \u00e8 anche profittevole per l\u2019azienda in termini di fidelizzazione del personale e reputazione di immagine, certamente lo perseguirebbero. 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Si tratta di instaurare una \u201ccontaminazione virtuosa\u201d tra il mondo profit e non profit, oggetto di un prossimo progetto di Risorsa, per il quale chieder\u00f2 la collaborazione di Tiziana.\u00a0 E\u2019 cos\u00ec che un \u201cgreen washing\u201d limitato oggi al rispetto dell\u2019ambiente si possa estendere anche alla comunit\u00e0, che \u00e8 poi il fine ultimo del pensiero di Simone Weil\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Sintesi e commenti della redazione Risorsa a cura di Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/29\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Risorsa mobbing\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-05-29T13:53:51+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-06-09T17:07:42+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/LEADERSHIP-DOVERI-e1748527644933.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"165\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"248\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/29\\\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/29\\\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Ferdinando Ciccopiedi\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6\"},\"headline\":\"LA LEADERSHIP DEI DOVERI\u00a0 &#8211; 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Quello di Simone Weil \u00e8 un pensiero tra i pi\u00f9 radicali del \u2018900 e a me, \u201c ha aperto un mondo\u2026\u201d utile nella quotidianit\u00e0 in cui opero a favore dell\u2019associazione Risorsa per la prevenzione del disagio lavorativo. Per questo ho partecipato alla presentazione del 26 maggio, presso la prestigiosa sede del Circolo dei Lettori di Torino. Infatti la pensatrice francese, a lungo inascoltata, ha cambiato un paradigma ancora oggi diffuso, cio\u00e8 che nella societ\u00e0 moderna si parli di \u201cdiritti\u201d e non di \u201cdoveri\u201d. Non \u00e8 che i diritti siano da dimenticare, ma, per lei, l\u2019individuo ha un obbligo morale verso tutti gli altri intesi come persone e ci\u00f2 vale anche nelle dinamiche del lavoro, ove spesso i datori di lavoro vengono contrapposti ai prestatori d\u2019opera, mentre invece gli uni e gli altri hanno reciprocamente dei doveri. \u00a0E\u2019 come se Risorsa \u2013 associazione di volontariato iscritta nei registri nel settore \u201ctutela dei diritti civili\u201d dovesse essere a tutela dei \u201cdoveri civili\u201d. Simone Weil nasce culturalmente come filosofa e per questo la sua proposta viene kantianamente definita come un \u201cimperativo categorico\u2026 in gonnella\u201d. Insieme a Tiziana, c\u2019era un\u2019altra mia amica, che con Risorsa ha collaborato per il sostegno psicologico alle vittime di mobbing: la sociologa Elena Fabris. La loro presentazione ha avuto un \u201cincipit\u201d quanto meno inusuale: anzich\u00e9 dai soliti ringraziamenti si \u00e8 partiti da una \u201clettura\u201d fatta da un\u2019 attrice e da un attore teatrale dell\u2019associazione Artemuda, operante presso \u00a0Sabir, Centro polivalente della Circoscrizione 1, di cui anche Risorsa fa parte. Siamo infatti convinti che la rete tra associazioni sia un modo per dare un ricambio generazionale ad un gruppo di volontari affetti da \u201cingravescente aetate\u201d \u00a0La lettura di alcuni concetti, anche in lingua francese, in omaggio alla lingua di Simone Weil, ha stimolato nei presenti alcune riflessioni sul mondo del lavoro di oggi che hanno poi espresso nelle loro domande. Queste, contrariamente a quanto avviene e su sollecitazione dell\u2019autrice del saggio, sono state fatte a met\u00e0 della presentazione e non alla fine, magari quando alcuni spettatori se ne sono gi\u00e0 andati\u2026 Detto questo, riportiamo solo alcuni degli spunti emersi durante la presentazione. Innanzitutto, la vita di Simone Weil, nata nel 1909 e morta nel 1943, a soli 34 anni: scopriamo che era nata da famiglia ebrea e che, oltre a essere filosofa, scrittrice ed educatrice, divenne anche una \u201cmistica\u201d convertendosi al cattolicesimo proprio in virt\u00f9 di un pensiero che si avvicinava\u00a0 ai \u201cbisogni dell\u2019anima\u201d. La missione che si era posta era di \u201ceducare\u201d non solo gli individui, ma anche le organizzazioni e le nazioni al\u00a0 bene comune. L\u2019interesse per il destino dell\u2019uomo diede luogo alla sua opera pi\u00f9 famosa: \u201cLa prima radice\u201d. Ma, per non sembrare\u00a0 un professore in cattedra, e anche per mettere in pratica le letture di Marx,\u00a0 decise di farsi assumere in una grande fabbrica, per essere vicina agli operai, in un lavoro di cura in un periodo in cui l\u2019operaio era un \u201coppresso\u201d e far quindi\u00a0 cambiare le organizzazioni lavorative. Inevitabile, a questo punto\u00a0 dell\u2019esposizione dell\u2019autrice del saggio, il confronto pratico con il lavoro moderno, in cui, ad esempio, la richiesta di velocit\u00e0 \u00e8 una \u201ctrappola cognitiva\u201d che impedisce di approfondire e criticare affermazioni non verificate. Anche lo \u201csmart working\u201d sembra aver lasciato, nel post pandemia, uno sfruttamento in termini di orari, per cui si pretende che i lavoratori siano disponibili\u2026anche la domenica: molti per\u00f2 si creano un senso di colpa se non aderiscono a richieste urgenti o non guardano le e-mail. E\u2019 cos\u00ec che la mancanza di tempo libero ha creato una \u201csociet\u00e0 della stanchezza\u201d. A livello teorico, si pu\u00f2 poi affermare\u00a0 che la famosa piramide di Maslow, ad oggi \u00e8 ferma al soddisfacimento totale dei bisogni primari, parziale a quello dei bisogni di sicurezza e appartenenza, ma \u00e8 ancora lontana dal realizzare, per i singoli individui, i bisogni di appartenenza (es. amicizia), stima (es. realizzazione del s\u00e9 e rispetto reciproco), autorealizzazione (es. moralit\u00e0, responsabilit\u00e0, problem solving, assenza di pregiudizi). Facendo inoltre un riferimento valido anche nel mondo del lavoro circa i rapporti che si stabiliscono tra due persone gerarchicamente in posizioni diverse, ci viene in aiuto, in analisi transazionale, la matrice di Harris che asserisce come solo un rapporto paritario e positivo \u00a0crei una relazione \u201cassertiva\u201d, dove vale la regola che \u201cio\u201d e \u201ctu\u201d ci riconosciamo reciprocamente. Tutte le altre relazioni, negative o, peggio, asimmetriche, creano relazioni \u201cpassive\u201d o \u201caggressive\u201d. E\u2019 questa, secondo me, la condizione in cui si verifica che il superiore \u00e8 il \u201cleader\u201d accettato dall\u2019inferiore gerarchico. Se le aziende fossero consce che solo un ambiente sereno dove si passano almeno 8 ore della giornata crea non solo benessere individuale ma \u00e8 anche profittevole per l\u2019azienda in termini di fidelizzazione del personale e reputazione di immagine, certamente lo perseguirebbero. Questa \u00e8 la conclusione di Tiziana Rubano, che porta il messaggio nelle grandi aziende in cui \u00e8 chiamata come consulente di risorse umane, ricordando che era gi\u00e0 nato con Adriano Olivetti. \u00a0La mia conclusione (forse una utopia), pensando alla mission di Risorsa, \u00e8 che lo stesso messaggio possa essere portato in aziende pi\u00f9 piccole, ossatura dell\u2019industria italiana, magari senza \u201ccodici etici\u201d ma ugualmente con una responsabilit\u00e0 sociale nei confronti dipendenti, dei fornitori\u00a0 e in tutta la filiera del valore, definita come Responsabilit\u00e0 Sociale d\u2019Impresa\u201d. Si tratta di instaurare una \u201ccontaminazione virtuosa\u201d tra il mondo profit e non profit, oggetto di un prossimo progetto di Risorsa, per il quale chieder\u00f2 la collaborazione di Tiziana.\u00a0 E\u2019 cos\u00ec che un \u201cgreen washing\u201d limitato oggi al rispetto dell\u2019ambiente si possa estendere anche alla comunit\u00e0, che \u00e8 poi il fine ultimo del pensiero di Simone Weil\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Sintesi e commenti della redazione Risorsa a cura di Ferdinando Ciccopiedi","og_url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/29\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\/","og_site_name":"Risorsa mobbing","article_published_time":"2025-05-29T13:53:51+00:00","article_modified_time":"2025-06-09T17:07:42+00:00","og_image":[{"width":165,"height":248,"url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/LEADERSHIP-DOVERI-e1748527644933.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Ferdinando Ciccopiedi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Ferdinando Ciccopiedi","Tempo di lettura stimato":"6 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/29\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/29\/la-leadership-dei-doveri-saggio-di-tiziana-rubano-sul-pensiero-di-simone-weil\/"},"author":{"name":"Ferdinando Ciccopiedi","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/#\/schema\/person\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6"},"headline":"LA LEADERSHIP DEI DOVERI\u00a0 &#8211; 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