{"id":2003,"date":"2025-05-03T16:43:42","date_gmt":"2025-05-03T16:43:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/?p=2003"},"modified":"2025-05-03T16:58:43","modified_gmt":"2025-05-03T16:58:43","slug":"mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/","title":{"rendered":"MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2003\" class=\"elementor elementor-2003\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-43c06b4 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"43c06b4\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6854c1f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6854c1f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Presentiamo nuovamente un argomento, segnalatoci dai nostri Volontari, gi\u00e0 trattato in precedenti articoli su questo sito di Risorsa in quanto \u00e8 di grandissima importanza nell\u2019estensione del concetto di mobbing al fenomeno dello straining, pi\u00f9 agevolmente configurabile e quindi a favore di chi si sente in stato di grave disagio sul lavoro.\u00a0<\/p><p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.altalex.com\">www.altalex.com<\/a> \u2013<\/p><p>articolo del 30 aprile 2025 a cura dell\u2019 avv. Wanda Falco<\/p><p>Link all\u2019articolo completo:<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2025\/04\/30\/mobbing-straining-recente-giurisprudenza\">https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2025\/04\/30\/mobbing-straining-recente-giurisprudenza<\/a><\/p><p>Sintesi della redazione Risorsa, a cura del prof. Giovanni Paciariello<\/p><p><a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/lavoro\/mobbing\"><strong>Mobbing<\/strong><\/a><strong> \u2013 i 2 principali articoli del codice civile:<\/strong><\/p><p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2014\/11\/27\/del-lavoro-nell-impresa#art2087\"><strong>art. 2087 c.c.<\/strong><\/a>, norma cardine del sistema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, impone al datore di\u00a0<em>\u00abadottare nell\u2019esercizio dell\u2019impresa le misure che, secondo la particolarit\u00e0 del lavoro, l\u2019esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l\u2019integrit\u00e0 fisica e la personalit\u00e0 morale dei prestatori di lavoro\u00bb.<\/em><\/p><p>Dall\u2019obbligo di proteggere la salute dei dipendenti discende il divieto di comportamenti che possano creare un\u00a0<strong>ambiente di lavoro ostile<\/strong>\u00a0e tale da incidere sull\u2019integrit\u00e0 psico-fisica dei lavoratori, come le\u00a0<strong>condotte mobbizzanti<\/strong>\u00a0e lo\u00a0<strong><em>straining<\/em><\/strong>, da alcuni anni riconosciuto dalla giurisprudenza come ulteriore tipologia di illecito la cui prova \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 agevole.<\/p><p>La responsabilit\u00e0 a carico dell\u2019impresa per\u00a0<em>mobbing o straining<\/em>\u00a0sussiste anche quando le condotte contestate dal lavoratore siano state poste in essere da persone diverse dal datore di lavoro, quali i\u00a0<strong>superiori gerarchici<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>colleghi della vittima<\/strong>.<\/p><p>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2014\/02\/19\/dei-fatti-illeciti#art2049\"><strong>art. 2049 c.c<\/strong><strong>.<\/strong><\/a>, infatti, sancisce la responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti.<\/p><p><strong>Che cosa si intende per\u00a0<em>mobbing<\/em>?<\/strong><\/p><p>In assenza di una definizione legislativa, la giurisprudenza qualifica il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/guide\/mobbing\"><strong>mobbing<\/strong><\/a>\u00a0come un insieme di\u00a0<strong>comportamenti vessatori<\/strong>, reiterati nel tempo, animati da un\u00a0<strong>intento persecutorio<\/strong>\u00a0e tali da determinare la mortificazione e l\u2019emarginazione del dipendente con conseguente lesione del suo equilibrio psico-fisico.<\/p><p>Ai fini della configurabilit\u00e0 della condotta lesiva appena descritta rilevano alcuni elementi la cui\u00a0<strong>prova \u00e8 a carico del lavoratore<\/strong>.\u00a0In particolare, come spesso ribadito anche di recente dalla Cassazione,\u00a0il dipendente che denunci la ricorrenza di un\u2019ipotesi di\u00a0<em>mobbing<\/em>\u00a0deve non solo allegare l\u2019inadempimento datoriale e provare il titolo del suo dirtto, il danno eventualmente sub\u00ecto e il nesso causale fra detto inadempimento e il pregiudizio lamentato, ma \u00e8 tenuto a dimostrare anche il menzionato intento persecutorio (si vedano in tal senso le seguenti ordinanze:<\/p><p>\u00a0\u2013 intento persecutorio <a href=\"https:\/\/onelegale.wolterskluwer.it\/document\/cass-civ-sez-lavoro-ord-data-ud-24-10-2024-14-11-2024-n-29400\/10SE0002926532?_gl=1*143murx*_gcl_au*MTgzMzcxMzU2NS4xNzQ2Mjg1MjIx*_ga*MTQxMjY2MDIwLjE3NDYyODUyMjI.*_ga_B95LYZ7CD4*MTc0NjI4NTIyMy4xLjAuMTc0NjI4NTIyMy4wLjAuMA..\">Corte di Cassazione n. 29400 del 14\/11\/2024<\/a>.<\/p><p>\u00a0\u2013 onere della prova; <a href=\"https:\/\/onelegale.wolterskluwer.it\/document\/cass-civ-sez-lavoro-ord-data-ud-15-10-2020-04-03-2021-n-6079\/10SE0002331864?_gl=1*no57wz*_gcl_au*MTgzMzcxMzU2NS4xNzQ2Mjg1MjIx*_ga*MTQxMjY2MDIwLjE3NDYyODUyMjI.*_ga_B95LYZ7CD4*MTc0NjI4NTIyMy4xLjAuMTc0NjI4NTIyMy4wLjAuMA..\">Cass. 6079\/2021<\/a><\/p><p>\u2013 qualificazione del mobbing) <a href=\"https:\/\/onelegale.wolterskluwer.it\/document\/cass-civ-sez-lavoro-ord-data-ud-02-04-2019-11-12-2019-n-32381\/10SE0002159829\">Cass. 32381\/2019<\/a><\/p><p>\u00a0\u2013 danno alla salute <a href=\"https:\/\/onelegale.wolterskluwer.it\/document\/cass-civ-sez-lavoro-ord-data-ud-21-11-2023-12-02-2024-n-3791\/10SE0002823119?_gl=1*no57wz*_gcl_au*MTgzMzcxMzU2NS4xNzQ2Mjg1MjIx*_ga*MTQxMjY2MDIwLjE3NDYyODUyMjI.*_ga_B95LYZ7CD4*MTc0NjI4NTIyMy4xLjAuMTc0NjI4NTIyMy4wLjAuMA..\">Cass. 3791\/2024<\/a><\/p><p>La giurisprudenza ha perci\u00f2 desunto che non si siano sufficienti a configurare la condotta persecutoria una successione di contestazioni e provvedimenti disciplinari, anche illegittimi. Affinch\u00e9 si configuri il mobbing, infatti, \u00e8 necessario dimostrare una\u00a0<strong>strategia di attacco<\/strong>\u00a0mirato nei confronti del lavoratore. Diversamente, la Suprema Corte ha ritenuto configurabile il mobbing in caso di trasferimento ad altro ufficio in condizioni di degrado, con assegnazione di mansioni elementari e ripetitive, il tutto accompagnato da atteggiamenti e modi di fare aggressivi e denigratori<\/p><p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Una nuova frontiera. Lo\u00a0<em>straining<\/em><\/strong><\/p><p>La configurabilit\u00e0 dello straining \u00e8 sicuramente pi\u00f9 agevole da provare rispetto al mobbing poich\u00e9 non \u00e8 ritenuta necessaria la continuit\u00e0 delle azioni vessatorie, ma sono sufficienti\u00a0 poche azioni isolate anche se distanziate nel tempo o <strong>comportamenti indotti da ambienti stressogeni<\/strong>\u00a0che producano effetti dannosi permanenti nel tempo e creino disagio o stress (<a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/2024\/06\/19\/ambiente-lavorativo-stressogeno-straining-tutela-salute\"><strong>Cass. 15957\/2024<\/strong><\/a>) e si connettano ad altri comportamenti inadempienti, contribuendo ad inasprirne gli effetti e la gravit\u00e0 del pregiudizio per la personalit\u00e0 e la salute (Cass. 969\/2023).<\/p><p>Addirittura di recente la Cassazione \u00e8 andata anche oltre, chiarendo che l\u2019insussistenza di un intento persecutorio idoneo non esime il giudice dall\u2019obbligo di verificare, sulla base dei fatti allegati, se sussista comunque un inadempimento datoriale per mancata adozione delle misure necessarie a tutelare la salute e la personalit\u00e0 morale del lavoratore. Tale premessa ha portato la Suprema Corte a cassare la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilit\u00e0 datoriale, limitandosi a negare il mobbing anche a fronte della lamentata attribuzione di mansioni non gradite, del sovraccarico di lavoro non supportato da formazione adeguata e del sopravvenuto stato ansioso-depressivo, senza verificare autonomamente la violazione degli obblighi di tutela della salute (Cass. 10730\/2025<\/p><p><strong>Profili processuali. Qualificazione della condotta come\u00a0<em>mobbing<\/em>\u00a0o\u00a0<em>straining<\/em><\/strong><\/p><p>Un profilo interessante \u00e8 sicuramente quello relativo alla possibilit\u00e0 che si verifichi una violazione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2013\/04\/10\/disposizioni-generali-dei-poteri-del-giudice#art112\"><strong>art. 112 c.p.c.<\/strong><\/a>\u00a0 in materia di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato nel caso in cui il giudice qualifichi come\u00a0<em>straining<\/em>\u00a0la condotta vessatoria denunciata dal lavoratore come\u00a0<em>mobbing<\/em>. Diverse pronunzie hanno chiarito che il vizio di\u00a0<em>ultra o extra<\/em>\u00a0petizione ricorre solo qualora il giudice si pronunci oltre i limiti delle pretese e delle eccezioni fatte valere dalle parti ovvero su questioni estranee all\u2019oggetto del giudizio e non rilevabili d\u2019ufficio, attribuendo un bene della vita non richiesto o diverso da quello domandato e non quando venga diversamente qualificata la domanda o vengano poste a fondamento della pronuncia considerazioni di diritto diverse da quelle prospettate dalle parti.<\/p><p>Pertanto, non integra violazione dell\u2019art. 112 c.p.c. l\u2019aver qualificato la fattispecie come\u00a0<em>straining<\/em>\u00a0mentre in ricorso si sia fatto riferimento al\u00a0<em>mobbing<\/em>, in quanto si tratta soltanto di adoperare differenti qualificazioni di tipo medico-legale per identificare comportamenti ostili, idonei ad incidere sul diritto alla salute. Ci\u00f2 in considerazione del fatto che il datore di lavoro \u00e8 tenuto ad evitare situazioni stressogene, che diano origine a una condizione che &#8211; per caratteristiche, gravit\u00e0, frustrazione personale o professionale &#8211; possa ricondurre a questa forma di danno, anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio <a href=\"https:\/\/onelegale.wolterskluwer.it\/document\/cass-civ-sez-lavoro-ord-data-ud-21-03-2018-10-07-2018-n-18164\/10SE0001964024\"><strong>Cass. 18164\/2018<\/strong><\/a>.<\/p><p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p><p>L\u2019attenzione del datore a condotte mobbizzanti o comunque tali da realizzare un ambiente lavorativo stressogeno rientra nell\u2019 obbligo di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che impone di adottare tutte le cautele necessarie a proteggere la salute fisica e psichica dei dipendenti. Ci\u00f2 anche quando il mobbing o lo straining non siano realizzati personalmente dal datore di lavoro, ma siano posti in essere dai superiori o dai colleghi della vittima, come si evince dall\u2019art. 2049 c.c. in materia di responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentiamo nuovamente un argomento, segnalatoci dai nostri Volontari, gi\u00e0 trattato in precedenti articoli su questo sito di Risorsa in quanto \u00e8 di grandissima importanza nell\u2019estensione del concetto di mobbing al fenomeno dello straining, pi\u00f9 agevolmente configurabile e quindi a favore di chi si sente in stato di grave disagio sul lavoro.\u00a0 Fonte: www.altalex.com \u2013 articolo del 30 aprile 2025 a cura dell\u2019 avv. Wanda Falco Link all\u2019articolo completo: \u00a0https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2025\/04\/30\/mobbing-straining-recente-giurisprudenza Sintesi della redazione Risorsa, a cura del prof. Giovanni Paciariello Mobbing \u2013 i 2 principali articoli del codice civile: L\u2019art. 2087 c.c., norma cardine del sistema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, impone al datore di\u00a0\u00abadottare nell\u2019esercizio dell\u2019impresa le misure che, secondo la particolarit\u00e0 del lavoro, l\u2019esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l\u2019integrit\u00e0 fisica e la personalit\u00e0 morale dei prestatori di lavoro\u00bb. Dall\u2019obbligo di proteggere la salute dei dipendenti discende il divieto di comportamenti che possano creare un\u00a0ambiente di lavoro ostile\u00a0e tale da incidere sull\u2019integrit\u00e0 psico-fisica dei lavoratori, come le\u00a0condotte mobbizzanti\u00a0e lo\u00a0straining, da alcuni anni riconosciuto dalla giurisprudenza come ulteriore tipologia di illecito la cui prova \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 agevole. La responsabilit\u00e0 a carico dell\u2019impresa per\u00a0mobbing o straining\u00a0sussiste anche quando le condotte contestate dal lavoratore siano state poste in essere da persone diverse dal datore di lavoro, quali i\u00a0superiori gerarchici\u00a0e i\u00a0colleghi della vittima. L\u2019art. 2049 c.c., infatti, sancisce la responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti. Che cosa si intende per\u00a0mobbing? In assenza di una definizione legislativa, la giurisprudenza qualifica il\u00a0mobbing\u00a0come un insieme di\u00a0comportamenti vessatori, reiterati nel tempo, animati da un\u00a0intento persecutorio\u00a0e tali da determinare la mortificazione e l\u2019emarginazione del dipendente con conseguente lesione del suo equilibrio psico-fisico. Ai fini della configurabilit\u00e0 della condotta lesiva appena descritta rilevano alcuni elementi la cui\u00a0prova \u00e8 a carico del lavoratore.\u00a0In particolare, come spesso ribadito anche di recente dalla Cassazione,\u00a0il dipendente che denunci la ricorrenza di un\u2019ipotesi di\u00a0mobbing\u00a0deve non solo allegare l\u2019inadempimento datoriale e provare il titolo del suo dirtto, il danno eventualmente sub\u00ecto e il nesso causale fra detto inadempimento e il pregiudizio lamentato, ma \u00e8 tenuto a dimostrare anche il menzionato intento persecutorio (si vedano in tal senso le seguenti ordinanze: \u00a0\u2013 intento persecutorio Corte di Cassazione n. 29400 del 14\/11\/2024. \u00a0\u2013 onere della prova; Cass. 6079\/2021 \u2013 qualificazione del mobbing) Cass. 32381\/2019 \u00a0\u2013 danno alla salute Cass. 3791\/2024 La giurisprudenza ha perci\u00f2 desunto che non si siano sufficienti a configurare la condotta persecutoria una successione di contestazioni e provvedimenti disciplinari, anche illegittimi. Affinch\u00e9 si configuri il mobbing, infatti, \u00e8 necessario dimostrare una\u00a0strategia di attacco\u00a0mirato nei confronti del lavoratore. Diversamente, la Suprema Corte ha ritenuto configurabile il mobbing in caso di trasferimento ad altro ufficio in condizioni di degrado, con assegnazione di mansioni elementari e ripetitive, il tutto accompagnato da atteggiamenti e modi di fare aggressivi e denigratori \u00a0Una nuova frontiera. Lo\u00a0straining La configurabilit\u00e0 dello straining \u00e8 sicuramente pi\u00f9 agevole da provare rispetto al mobbing poich\u00e9 non \u00e8 ritenuta necessaria la continuit\u00e0 delle azioni vessatorie, ma sono sufficienti\u00a0 poche azioni isolate anche se distanziate nel tempo o comportamenti indotti da ambienti stressogeni\u00a0che producano effetti dannosi permanenti nel tempo e creino disagio o stress (Cass. 15957\/2024) e si connettano ad altri comportamenti inadempienti, contribuendo ad inasprirne gli effetti e la gravit\u00e0 del pregiudizio per la personalit\u00e0 e la salute (Cass. 969\/2023). Addirittura di recente la Cassazione \u00e8 andata anche oltre, chiarendo che l\u2019insussistenza di un intento persecutorio idoneo non esime il giudice dall\u2019obbligo di verificare, sulla base dei fatti allegati, se sussista comunque un inadempimento datoriale per mancata adozione delle misure necessarie a tutelare la salute e la personalit\u00e0 morale del lavoratore. Tale premessa ha portato la Suprema Corte a cassare la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilit\u00e0 datoriale, limitandosi a negare il mobbing anche a fronte della lamentata attribuzione di mansioni non gradite, del sovraccarico di lavoro non supportato da formazione adeguata e del sopravvenuto stato ansioso-depressivo, senza verificare autonomamente la violazione degli obblighi di tutela della salute (Cass. 10730\/2025 Profili processuali. Qualificazione della condotta come\u00a0mobbing\u00a0o\u00a0straining Un profilo interessante \u00e8 sicuramente quello relativo alla possibilit\u00e0 che si verifichi una violazione dell\u2019art. 112 c.p.c.\u00a0 in materia di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato nel caso in cui il giudice qualifichi come\u00a0straining\u00a0la condotta vessatoria denunciata dal lavoratore come\u00a0mobbing. Diverse pronunzie hanno chiarito che il vizio di\u00a0ultra o extra\u00a0petizione ricorre solo qualora il giudice si pronunci oltre i limiti delle pretese e delle eccezioni fatte valere dalle parti ovvero su questioni estranee all\u2019oggetto del giudizio e non rilevabili d\u2019ufficio, attribuendo un bene della vita non richiesto o diverso da quello domandato e non quando venga diversamente qualificata la domanda o vengano poste a fondamento della pronuncia considerazioni di diritto diverse da quelle prospettate dalle parti. Pertanto, non integra violazione dell\u2019art. 112 c.p.c. l\u2019aver qualificato la fattispecie come\u00a0straining\u00a0mentre in ricorso si sia fatto riferimento al\u00a0mobbing, in quanto si tratta soltanto di adoperare differenti qualificazioni di tipo medico-legale per identificare comportamenti ostili, idonei ad incidere sul diritto alla salute. Ci\u00f2 in considerazione del fatto che il datore di lavoro \u00e8 tenuto ad evitare situazioni stressogene, che diano origine a una condizione che &#8211; per caratteristiche, gravit\u00e0, frustrazione personale o professionale &#8211; possa ricondurre a questa forma di danno, anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio Cass. 18164\/2018. Conclusioni L\u2019attenzione del datore a condotte mobbizzanti o comunque tali da realizzare un ambiente lavorativo stressogeno rientra nell\u2019 obbligo di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che impone di adottare tutte le cautele necessarie a proteggere la salute fisica e psichica dei dipendenti. Ci\u00f2 anche quando il mobbing o lo straining non siano realizzati personalmente dal datore di lavoro, ma siano posti in essere dai superiori o dai colleghi della vittima, come si evince dall\u2019art. 2049 c.c. in materia di responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1236,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-2003","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sentenzeleggi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA - Risorsa mobbing<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA - Risorsa mobbing\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Presentiamo nuovamente un argomento, segnalatoci dai nostri Volontari, gi\u00e0 trattato in precedenti articoli su questo sito di Risorsa in quanto \u00e8 di grandissima importanza nell\u2019estensione del concetto di mobbing al fenomeno dello straining, pi\u00f9 agevolmente configurabile e quindi a favore di chi si sente in stato di grave disagio sul lavoro.\u00a0 Fonte: www.altalex.com \u2013 articolo del 30 aprile 2025 a cura dell\u2019 avv. Wanda Falco Link all\u2019articolo completo: \u00a0https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2025\/04\/30\/mobbing-straining-recente-giurisprudenza Sintesi della redazione Risorsa, a cura del prof. Giovanni Paciariello Mobbing \u2013 i 2 principali articoli del codice civile: L\u2019art. 2087 c.c., norma cardine del sistema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, impone al datore di\u00a0\u00abadottare nell\u2019esercizio dell\u2019impresa le misure che, secondo la particolarit\u00e0 del lavoro, l\u2019esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l\u2019integrit\u00e0 fisica e la personalit\u00e0 morale dei prestatori di lavoro\u00bb. Dall\u2019obbligo di proteggere la salute dei dipendenti discende il divieto di comportamenti che possano creare un\u00a0ambiente di lavoro ostile\u00a0e tale da incidere sull\u2019integrit\u00e0 psico-fisica dei lavoratori, come le\u00a0condotte mobbizzanti\u00a0e lo\u00a0straining, da alcuni anni riconosciuto dalla giurisprudenza come ulteriore tipologia di illecito la cui prova \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 agevole. La responsabilit\u00e0 a carico dell\u2019impresa per\u00a0mobbing o straining\u00a0sussiste anche quando le condotte contestate dal lavoratore siano state poste in essere da persone diverse dal datore di lavoro, quali i\u00a0superiori gerarchici\u00a0e i\u00a0colleghi della vittima. L\u2019art. 2049 c.c., infatti, sancisce la responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti. Che cosa si intende per\u00a0mobbing? In assenza di una definizione legislativa, la giurisprudenza qualifica il\u00a0mobbing\u00a0come un insieme di\u00a0comportamenti vessatori, reiterati nel tempo, animati da un\u00a0intento persecutorio\u00a0e tali da determinare la mortificazione e l\u2019emarginazione del dipendente con conseguente lesione del suo equilibrio psico-fisico. Ai fini della configurabilit\u00e0 della condotta lesiva appena descritta rilevano alcuni elementi la cui\u00a0prova \u00e8 a carico del lavoratore.\u00a0In particolare, come spesso ribadito anche di recente dalla Cassazione,\u00a0il dipendente che denunci la ricorrenza di un\u2019ipotesi di\u00a0mobbing\u00a0deve non solo allegare l\u2019inadempimento datoriale e provare il titolo del suo dirtto, il danno eventualmente sub\u00ecto e il nesso causale fra detto inadempimento e il pregiudizio lamentato, ma \u00e8 tenuto a dimostrare anche il menzionato intento persecutorio (si vedano in tal senso le seguenti ordinanze: \u00a0\u2013 intento persecutorio Corte di Cassazione n. 29400 del 14\/11\/2024. \u00a0\u2013 onere della prova; Cass. 6079\/2021 \u2013 qualificazione del mobbing) Cass. 32381\/2019 \u00a0\u2013 danno alla salute Cass. 3791\/2024 La giurisprudenza ha perci\u00f2 desunto che non si siano sufficienti a configurare la condotta persecutoria una successione di contestazioni e provvedimenti disciplinari, anche illegittimi. Affinch\u00e9 si configuri il mobbing, infatti, \u00e8 necessario dimostrare una\u00a0strategia di attacco\u00a0mirato nei confronti del lavoratore. Diversamente, la Suprema Corte ha ritenuto configurabile il mobbing in caso di trasferimento ad altro ufficio in condizioni di degrado, con assegnazione di mansioni elementari e ripetitive, il tutto accompagnato da atteggiamenti e modi di fare aggressivi e denigratori \u00a0Una nuova frontiera. Lo\u00a0straining La configurabilit\u00e0 dello straining \u00e8 sicuramente pi\u00f9 agevole da provare rispetto al mobbing poich\u00e9 non \u00e8 ritenuta necessaria la continuit\u00e0 delle azioni vessatorie, ma sono sufficienti\u00a0 poche azioni isolate anche se distanziate nel tempo o comportamenti indotti da ambienti stressogeni\u00a0che producano effetti dannosi permanenti nel tempo e creino disagio o stress (Cass. 15957\/2024) e si connettano ad altri comportamenti inadempienti, contribuendo ad inasprirne gli effetti e la gravit\u00e0 del pregiudizio per la personalit\u00e0 e la salute (Cass. 969\/2023). Addirittura di recente la Cassazione \u00e8 andata anche oltre, chiarendo che l\u2019insussistenza di un intento persecutorio idoneo non esime il giudice dall\u2019obbligo di verificare, sulla base dei fatti allegati, se sussista comunque un inadempimento datoriale per mancata adozione delle misure necessarie a tutelare la salute e la personalit\u00e0 morale del lavoratore. Tale premessa ha portato la Suprema Corte a cassare la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilit\u00e0 datoriale, limitandosi a negare il mobbing anche a fronte della lamentata attribuzione di mansioni non gradite, del sovraccarico di lavoro non supportato da formazione adeguata e del sopravvenuto stato ansioso-depressivo, senza verificare autonomamente la violazione degli obblighi di tutela della salute (Cass. 10730\/2025 Profili processuali. Qualificazione della condotta come\u00a0mobbing\u00a0o\u00a0straining Un profilo interessante \u00e8 sicuramente quello relativo alla possibilit\u00e0 che si verifichi una violazione dell\u2019art. 112 c.p.c.\u00a0 in materia di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato nel caso in cui il giudice qualifichi come\u00a0straining\u00a0la condotta vessatoria denunciata dal lavoratore come\u00a0mobbing. Diverse pronunzie hanno chiarito che il vizio di\u00a0ultra o extra\u00a0petizione ricorre solo qualora il giudice si pronunci oltre i limiti delle pretese e delle eccezioni fatte valere dalle parti ovvero su questioni estranee all\u2019oggetto del giudizio e non rilevabili d\u2019ufficio, attribuendo un bene della vita non richiesto o diverso da quello domandato e non quando venga diversamente qualificata la domanda o vengano poste a fondamento della pronuncia considerazioni di diritto diverse da quelle prospettate dalle parti. Pertanto, non integra violazione dell\u2019art. 112 c.p.c. l\u2019aver qualificato la fattispecie come\u00a0straining\u00a0mentre in ricorso si sia fatto riferimento al\u00a0mobbing, in quanto si tratta soltanto di adoperare differenti qualificazioni di tipo medico-legale per identificare comportamenti ostili, idonei ad incidere sul diritto alla salute. Ci\u00f2 in considerazione del fatto che il datore di lavoro \u00e8 tenuto ad evitare situazioni stressogene, che diano origine a una condizione che &#8211; per caratteristiche, gravit\u00e0, frustrazione personale o professionale &#8211; possa ricondurre a questa forma di danno, anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio Cass. 18164\/2018. Conclusioni L\u2019attenzione del datore a condotte mobbizzanti o comunque tali da realizzare un ambiente lavorativo stressogeno rientra nell\u2019 obbligo di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che impone di adottare tutte le cautele necessarie a proteggere la salute fisica e psichica dei dipendenti. Ci\u00f2 anche quando il mobbing o lo straining non siano realizzati personalmente dal datore di lavoro, ma siano posti in essere dai superiori o dai colleghi della vittima, come si evince dall\u2019art. 2049 c.c. in materia di responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Risorsa mobbing\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2025-05-03T16:43:42+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2025-05-03T16:58:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/sentenze4.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1792\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1024\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Ferdinando Ciccopiedi\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/03\\\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/03\\\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Ferdinando Ciccopiedi\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6\"},\"headline\":\"MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA\",\"datePublished\":\"2025-05-03T16:43:42+00:00\",\"dateModified\":\"2025-05-03T16:58:43+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/03\\\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\\\/\"},\"wordCount\":1048,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/03\\\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2024\\\/11\\\/sentenze4.jpg\",\"articleSection\":[\"Sentenze&amp;Leggi\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/03\\\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.risorsamobbing.it\\\/risorsa\\\/2025\\\/05\\\/03\\\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\\\/\",\"name\":\"MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA - 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Wanda Falco Link all\u2019articolo completo: \u00a0https:\/\/www.altalex.com\/documents\/news\/2025\/04\/30\/mobbing-straining-recente-giurisprudenza Sintesi della redazione Risorsa, a cura del prof. Giovanni Paciariello Mobbing \u2013 i 2 principali articoli del codice civile: L\u2019art. 2087 c.c., norma cardine del sistema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, impone al datore di\u00a0\u00abadottare nell\u2019esercizio dell\u2019impresa le misure che, secondo la particolarit\u00e0 del lavoro, l\u2019esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l\u2019integrit\u00e0 fisica e la personalit\u00e0 morale dei prestatori di lavoro\u00bb. Dall\u2019obbligo di proteggere la salute dei dipendenti discende il divieto di comportamenti che possano creare un\u00a0ambiente di lavoro ostile\u00a0e tale da incidere sull\u2019integrit\u00e0 psico-fisica dei lavoratori, come le\u00a0condotte mobbizzanti\u00a0e lo\u00a0straining, da alcuni anni riconosciuto dalla giurisprudenza come ulteriore tipologia di illecito la cui prova \u00e8 senz\u2019altro pi\u00f9 agevole. La responsabilit\u00e0 a carico dell\u2019impresa per\u00a0mobbing o straining\u00a0sussiste anche quando le condotte contestate dal lavoratore siano state poste in essere da persone diverse dal datore di lavoro, quali i\u00a0superiori gerarchici\u00a0e i\u00a0colleghi della vittima. L\u2019art. 2049 c.c., infatti, sancisce la responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti. Che cosa si intende per\u00a0mobbing? In assenza di una definizione legislativa, la giurisprudenza qualifica il\u00a0mobbing\u00a0come un insieme di\u00a0comportamenti vessatori, reiterati nel tempo, animati da un\u00a0intento persecutorio\u00a0e tali da determinare la mortificazione e l\u2019emarginazione del dipendente con conseguente lesione del suo equilibrio psico-fisico. Ai fini della configurabilit\u00e0 della condotta lesiva appena descritta rilevano alcuni elementi la cui\u00a0prova \u00e8 a carico del lavoratore.\u00a0In particolare, come spesso ribadito anche di recente dalla Cassazione,\u00a0il dipendente che denunci la ricorrenza di un\u2019ipotesi di\u00a0mobbing\u00a0deve non solo allegare l\u2019inadempimento datoriale e provare il titolo del suo dirtto, il danno eventualmente sub\u00ecto e il nesso causale fra detto inadempimento e il pregiudizio lamentato, ma \u00e8 tenuto a dimostrare anche il menzionato intento persecutorio (si vedano in tal senso le seguenti ordinanze: \u00a0\u2013 intento persecutorio Corte di Cassazione n. 29400 del 14\/11\/2024. \u00a0\u2013 onere della prova; Cass. 6079\/2021 \u2013 qualificazione del mobbing) Cass. 32381\/2019 \u00a0\u2013 danno alla salute Cass. 3791\/2024 La giurisprudenza ha perci\u00f2 desunto che non si siano sufficienti a configurare la condotta persecutoria una successione di contestazioni e provvedimenti disciplinari, anche illegittimi. Affinch\u00e9 si configuri il mobbing, infatti, \u00e8 necessario dimostrare una\u00a0strategia di attacco\u00a0mirato nei confronti del lavoratore. Diversamente, la Suprema Corte ha ritenuto configurabile il mobbing in caso di trasferimento ad altro ufficio in condizioni di degrado, con assegnazione di mansioni elementari e ripetitive, il tutto accompagnato da atteggiamenti e modi di fare aggressivi e denigratori \u00a0Una nuova frontiera. Lo\u00a0straining La configurabilit\u00e0 dello straining \u00e8 sicuramente pi\u00f9 agevole da provare rispetto al mobbing poich\u00e9 non \u00e8 ritenuta necessaria la continuit\u00e0 delle azioni vessatorie, ma sono sufficienti\u00a0 poche azioni isolate anche se distanziate nel tempo o comportamenti indotti da ambienti stressogeni\u00a0che producano effetti dannosi permanenti nel tempo e creino disagio o stress (Cass. 15957\/2024) e si connettano ad altri comportamenti inadempienti, contribuendo ad inasprirne gli effetti e la gravit\u00e0 del pregiudizio per la personalit\u00e0 e la salute (Cass. 969\/2023). Addirittura di recente la Cassazione \u00e8 andata anche oltre, chiarendo che l\u2019insussistenza di un intento persecutorio idoneo non esime il giudice dall\u2019obbligo di verificare, sulla base dei fatti allegati, se sussista comunque un inadempimento datoriale per mancata adozione delle misure necessarie a tutelare la salute e la personalit\u00e0 morale del lavoratore. Tale premessa ha portato la Suprema Corte a cassare la pronuncia di merito che aveva escluso la responsabilit\u00e0 datoriale, limitandosi a negare il mobbing anche a fronte della lamentata attribuzione di mansioni non gradite, del sovraccarico di lavoro non supportato da formazione adeguata e del sopravvenuto stato ansioso-depressivo, senza verificare autonomamente la violazione degli obblighi di tutela della salute (Cass. 10730\/2025 Profili processuali. Qualificazione della condotta come\u00a0mobbing\u00a0o\u00a0straining Un profilo interessante \u00e8 sicuramente quello relativo alla possibilit\u00e0 che si verifichi una violazione dell\u2019art. 112 c.p.c.\u00a0 in materia di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato nel caso in cui il giudice qualifichi come\u00a0straining\u00a0la condotta vessatoria denunciata dal lavoratore come\u00a0mobbing. Diverse pronunzie hanno chiarito che il vizio di\u00a0ultra o extra\u00a0petizione ricorre solo qualora il giudice si pronunci oltre i limiti delle pretese e delle eccezioni fatte valere dalle parti ovvero su questioni estranee all\u2019oggetto del giudizio e non rilevabili d\u2019ufficio, attribuendo un bene della vita non richiesto o diverso da quello domandato e non quando venga diversamente qualificata la domanda o vengano poste a fondamento della pronuncia considerazioni di diritto diverse da quelle prospettate dalle parti. Pertanto, non integra violazione dell\u2019art. 112 c.p.c. l\u2019aver qualificato la fattispecie come\u00a0straining\u00a0mentre in ricorso si sia fatto riferimento al\u00a0mobbing, in quanto si tratta soltanto di adoperare differenti qualificazioni di tipo medico-legale per identificare comportamenti ostili, idonei ad incidere sul diritto alla salute. Ci\u00f2 in considerazione del fatto che il datore di lavoro \u00e8 tenuto ad evitare situazioni stressogene, che diano origine a una condizione che &#8211; per caratteristiche, gravit\u00e0, frustrazione personale o professionale &#8211; possa ricondurre a questa forma di danno, anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio Cass. 18164\/2018. Conclusioni L\u2019attenzione del datore a condotte mobbizzanti o comunque tali da realizzare un ambiente lavorativo stressogeno rientra nell\u2019 obbligo di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro che impone di adottare tutte le cautele necessarie a proteggere la salute fisica e psichica dei dipendenti. Ci\u00f2 anche quando il mobbing o lo straining non siano realizzati personalmente dal datore di lavoro, ma siano posti in essere dai superiori o dai colleghi della vittima, come si evince dall\u2019art. 2049 c.c. in materia di responsabilit\u00e0 dei datori di lavoro anche per i danni causati a terzi da parte dei propri collaboratori nell\u2019esercizio delle mansioni alle quali sono adibiti.","og_url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/","og_site_name":"Risorsa mobbing","article_published_time":"2025-05-03T16:43:42+00:00","article_modified_time":"2025-05-03T16:58:43+00:00","og_image":[{"width":1792,"height":1024,"url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/sentenze4.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Ferdinando Ciccopiedi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Ferdinando Ciccopiedi","Tempo di lettura stimato":"6 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/"},"author":{"name":"Ferdinando Ciccopiedi","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/#\/schema\/person\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6"},"headline":"MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA","datePublished":"2025-05-03T16:43:42+00:00","dateModified":"2025-05-03T16:58:43+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/"},"wordCount":1048,"image":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/sentenze4.jpg","articleSection":["Sentenze&amp;Leggi"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/","url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/05\/03\/mobbing-e-straining-nella-recente-giurisprudenza\/","name":"MOBBING E STRAINING NELLA RECENTE GIURISPRUDENZA - 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