{"id":1655,"date":"2025-02-06T13:34:11","date_gmt":"2025-02-06T13:34:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/?p=1655"},"modified":"2025-02-06T13:39:06","modified_gmt":"2025-02-06T13:39:06","slug":"sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/","title":{"rendered":"SULLE PATOLOGIE DEL RAPPORTO DI LAVORO: LO STRAINING"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1655\" class=\"elementor elementor-1655\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b188d63 e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"b188d63\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7c004fc e-flex e-con-boxed wpr-particle-no wpr-jarallax-no wpr-parallax-no wpr-sticky-section-no wpr-column-slider-no wpr-equal-height-no e-con e-parent\" data-id=\"7c004fc\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7effb74 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7effb74\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Fonte: Sentenza della Cassazione 4 gennaio 2025 n.123<br \/>Sintesi e commenti della redazione Risorsa, a cura dell\u2019avv. Franco Ciociola<\/p><p>Risorsa desidera ringraziare vivamente il suo collaboratore avv. Franco Ciociola che, avvalendosi della sua lunga esperienza in materia giuslavoristica, ci trasmette regolarmente le pi\u00f9 recenti sentenze riguardanti il mobbing o fenomeni ad esso collegati, come lo straining. In questi suoi commenti alla sentenza degli Ermellini vengono evidenziati sia l\u2019ampliamento dei casi suscettibili di intervento giurisprudenziale, sia la necessit\u00e0 del lavoratore di provare e quantificare il danno subito, la nocivit\u00e0 dell\u2019ambiente lavorativo ed il rapporto causale con lo stesso ambiente di lavoro.<\/p><p>La accresciuta sensibilit\u00e0 del c.d. \u201cdiritto vivente\u201d ha,da tempo, determinato una migliore e pi\u00f9 garantita valutazione e tutela delle condizioni di lavoro. Sempre pi\u00f9 valorizzato dai nostri Giudici, al riguardo, \u00e8, tra gli altri precetti in materia lavoristica, il precetto costituzionale che prevede, quale principio assoluto, che il lavoro sia tutelato anche quale strumento di una dignitosa e progressiva realizzazione individuale e sociale del lavoratore. Tutela concorrente \u00e8 costituita dalla ulteriore previsione costituzionale relativa alla salvaguardia delle condizioni di salute in tutti quei contesti in cui il cittadino operi.<br \/>Su tale premessa, l\u2019attenzione giuslavoristica ha ampliato il novero delle ipotesi suscettibili di tutela ed intervento dando una pi\u00f9 adeguata interpretazione al concetto di salvaguardia della salute nell\u2019ambiente di lavoro individuando oltre che nella pi\u00f9 generale normativa antinfortunistica tendente,in linea di massima, alla tutela delle condizioni fisiche altre ipotesi di lesioni cc.dd. psicofisiche conseguenti a comportamenti vessatori e forme di violenza con forte connotazione psicologica.<br \/>E\u2019 da tempo che gli operatori del diritto hanno elaborato la figura del \u201cmobbing\u201d, quale patologia del rapporto di lavoro meritevole di tutela.<br \/>Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (04 gennaio 2025, n.123), ha stimolato l\u2019attenzione su una figura contigua al mobbing ovvero lo \u201cstraining\u201d (dall\u2019inglese to strain, letteralmente :mettere sotto pressione\u201d).<br \/>Le differenze sostanziali tra le due figure consistono nell\u2019assenza di un intento specificamente persecutorio proprio del mobbing, e nella possibilit\u00e0 che le circostanze censurate siano solo episodiche.<br \/>E\u2019 interessante,al riguardo, riportare l\u2019affermazione del Giudice del lavoro del Tribunale di Bologna secondo la quale :\u201d Si configura &#8220;straining&#8221; tutte le volte in cui il dipendente subisce azioni ostili da parte del datore di lavoro, anche limitate nel numero e distanziate nel tempo, che provocano in lui un peggioramento permanente della situazione lavorativa, situazione che incide sul diritto alla salute del lavoratore ponendolo in una grave condizione di frustrazione personale o professionale, anche in assenza di un preciso intento persecutorio.\u201d<br \/>In buona sostanza, secondo l\u2019interpretazione dei giudici, lo straining costituisce una \u201cforma attenuata di mobbing&#8221; per comportamenti stressogeni, e ci\u00f2 anche se manca la pluralit\u00e0 di azioni vessatorie, ma si producono comunque effetti dannosi rispetto all&#8217;interessato\u201d .<br \/>Lo straining trova tutela, principalmente, nell\u2019art. 2087 c.c. (tutela delle condizioni di lavoro) e la cui violazione produce responsabilit\u00e0 risarcitoria in capo al datore di lavoro che pu\u00f2 essere condannato alla rifusione dei danni alla salute psicofisica. Ovviamente grava sul lavoratore la necessit\u00e0 di provare e quantificare il danno subito, la nocivit\u00e0 dell\u2019ambiente lavorativo ed il rapporto causale con lo stesso ambiente di lavoro.<br \/>In ragione delle considerazioni sopra espresse, pu\u00f2 affermarsi che in virt\u00f9 delle caratteristiche dello straining sia pi\u00f9 agevole far ricorso alla relativa tutela non essendo la vittima di straining onerato dal dimostrare l\u2019intento persecutorio del datore di lavoro, o dei colleghi, prova questa di forte difficolt\u00e0, e non essendo necessaria una continuit\u00e0 e pluralit\u00e0 di fatti illeciti. <\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Sentenza della Cassazione 4 gennaio 2025 n.123Sintesi e commenti della redazione Risorsa, a cura dell\u2019avv. Franco Ciociola Risorsa desidera ringraziare vivamente il suo collaboratore avv. 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Sempre pi\u00f9 valorizzato dai nostri Giudici, al riguardo, \u00e8, tra gli altri precetti in materia lavoristica, il precetto costituzionale che prevede, quale principio assoluto, che il lavoro sia tutelato anche quale strumento di una dignitosa e progressiva realizzazione individuale e sociale del lavoratore. Tutela concorrente \u00e8 costituita dalla ulteriore previsione costituzionale relativa alla salvaguardia delle condizioni di salute in tutti quei contesti in cui il cittadino operi.Su tale premessa, l\u2019attenzione giuslavoristica ha ampliato il novero delle ipotesi suscettibili di tutela ed intervento dando una pi\u00f9 adeguata interpretazione al concetto di salvaguardia della salute nell\u2019ambiente di lavoro individuando oltre che nella pi\u00f9 generale normativa antinfortunistica tendente,in linea di massima, alla tutela delle condizioni fisiche altre ipotesi di lesioni cc.dd. psicofisiche conseguenti a comportamenti vessatori e forme di violenza con forte connotazione psicologica.E\u2019 da tempo che gli operatori del diritto hanno elaborato la figura del \u201cmobbing\u201d, quale patologia del rapporto di lavoro meritevole di tutela.Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (04 gennaio 2025, n.123), ha stimolato l\u2019attenzione su una figura contigua al mobbing ovvero lo \u201cstraining\u201d (dall\u2019inglese to strain, letteralmente :mettere sotto pressione\u201d).Le differenze sostanziali tra le due figure consistono nell\u2019assenza di un intento specificamente persecutorio proprio del mobbing, e nella possibilit\u00e0 che le circostanze censurate siano solo episodiche.E\u2019 interessante,al riguardo, riportare l\u2019affermazione del Giudice del lavoro del Tribunale di Bologna secondo la quale :\u201d Si configura &#8220;straining&#8221; tutte le volte in cui il dipendente subisce azioni ostili da parte del datore di lavoro, anche limitate nel numero e distanziate nel tempo, che provocano in lui un peggioramento permanente della situazione lavorativa, situazione che incide sul diritto alla salute del lavoratore ponendolo in una grave condizione di frustrazione personale o professionale, anche in assenza di un preciso intento persecutorio.\u201dIn buona sostanza, secondo l\u2019interpretazione dei giudici, lo straining costituisce una \u201cforma attenuata di mobbing&#8221; per comportamenti stressogeni, e ci\u00f2 anche se manca la pluralit\u00e0 di azioni vessatorie, ma si producono comunque effetti dannosi rispetto all&#8217;interessato\u201d .Lo straining trova tutela, principalmente, nell\u2019art. 2087 c.c. (tutela delle condizioni di lavoro) e la cui violazione produce responsabilit\u00e0 risarcitoria in capo al datore di lavoro che pu\u00f2 essere condannato alla rifusione dei danni alla salute psicofisica. Ovviamente grava sul lavoratore la necessit\u00e0 di provare e quantificare il danno subito, la nocivit\u00e0 dell\u2019ambiente lavorativo ed il rapporto causale con lo stesso ambiente di lavoro.In ragione delle considerazioni sopra espresse, pu\u00f2 affermarsi che in virt\u00f9 delle caratteristiche dello straining sia pi\u00f9 agevole far ricorso alla relativa tutela non essendo la vittima di straining onerato dal dimostrare l\u2019intento persecutorio del datore di lavoro, o dei colleghi, prova questa di forte difficolt\u00e0, e non essendo necessaria una continuit\u00e0 e pluralit\u00e0 di fatti illeciti.","og_url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/","og_site_name":"Risorsa mobbing","article_published_time":"2025-02-06T13:34:11+00:00","article_modified_time":"2025-02-06T13:39:06+00:00","og_image":[{"width":1020,"height":682,"url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/sentenze3.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Ferdinando Ciccopiedi","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Ferdinando Ciccopiedi","Tempo di lettura stimato":"4 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/"},"author":{"name":"Ferdinando Ciccopiedi","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/#\/schema\/person\/19a7ad4a5e709ec841b7ac35c3be5ea6"},"headline":"SULLE PATOLOGIE DEL RAPPORTO DI LAVORO: LO STRAINING","datePublished":"2025-02-06T13:34:11+00:00","dateModified":"2025-02-06T13:39:06+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/"},"wordCount":592,"image":{"@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/sentenze3.jpg","articleSection":["Sentenze&amp;Leggi"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/","url":"https:\/\/www.risorsamobbing.it\/risorsa\/2025\/02\/06\/sulle-patologie-del-rapporto-di-lavoro-lo-straining\/","name":"SULLE PATOLOGIE DEL RAPPORTO DI LAVORO: LO STRAINING - 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